I film porno gay come genere audiovisivo

A seguito della nostra intervista a Lucas Kazan all’interno della rubrica kamasutra gay ci sono stati alcuni commenti di lettori che si ponevano domande sul senso di un film porno o su quali messaggi un tal genere di film possa trasmettere. Lucas Kazan coglie la palla al balzo e si chiede:“Non mi interessa la difesa

di robo


A seguito della nostra intervista a Lucas Kazan all’interno della rubrica kamasutra gay ci sono stati alcuni commenti di lettori che si ponevano domande sul senso di un film porno o su quali messaggi un tal genere di film possa trasmettere. Lucas Kazan coglie la palla al balzo e si chiede:

“Non mi interessa la difesa d’ufficio del mio lavoro e del genere audiovisivo che bazzico (piaccia o non piaccia, ha i suoi codici). Mi interessa l’idea della sessualità che il pre-giudizio sottende: perché mai un film che mette in scena il sesso deve avere meno dignità (espressiva) di un horror o di un video musicale o di una campagna pubblicitaria? Che cosa ci dice del modo in cui viviamo il sesso? Possiamo lamentarci delle censure della Chiesa e delle istituzioni se noi stessi siamo a disagio?”

Lo stimolo mi sembra interessante: ci chiediamo quale sia il messaggio che possa mandare un film porno, ma non ce lo chiediamo nel vedere le liti in tv, per esempio. Sarebbe bello discuterne in maniera seria, senza ricorrere ad espressioni fatte e a giudizi campati in aria. Vi va di dire la vostra?

Foto | Lucas Kazan

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