Anvedi che t’ ho trovato su “A”

Qualche giorno fa avevo preparato il post che ho pubblicato perchè sapevo, tramite l’Ufficio Stampa dell’E.U.R.O, dell’appuntamento SubWoofer Loves Feed The Bears. Questa mattina, come sempre, mi sono fermato in edicola e ho preso le mie riviste e i quotidiani prima di entrare in metropolitana. Tra le altre cose ho preso “A”, perchè sugli strilli

di Stefano


Qualche giorno fa avevo preparato il post che ho pubblicato perchè sapevo, tramite l’Ufficio Stampa dell’E.U.R.O, dell’appuntamento SubWoofer Loves Feed The Bears.

Questa mattina, come sempre, mi sono fermato in edicola e ho preso le mie riviste e i quotidiani prima di entrare in metropolitana.

Tra le altre cose ho preso “A”, perchè sugli strilli di copertina si parlava di Fabio Volo e Giovanni Veronesi, del film “Manuale d’amore 2“ e quindi del gayo episodio, di Franco Grillini e la sua rubrica, qualcosa sulla moda ( i redazionali della rivista sono molto belli) .

In equilibrio precario nel vagone della linea B della metro di Roma non ho resistito a sfogliare quello che avevo preso e su “A” ho trovato una bella sorpresa! Sei, dico sei pagine dico sei pagine dedicate agli orsi .

Extralarge, con la barba e pelosi, gli “orsi” sono una comunità gay. Si incontrano in discoteca, a Roma, e ci restano un weekend” (fonte “A” pag. 100).

Nelle sei pagine Andrea Baffigo, l’autore dell’articolo, racconta chi sono gli orsi, che cos’è il Subwoofer e raccoglie qualche dichiarazione da Francesco Macarone Palmieri ( Warbear ), una delle menti dell’Epicentro Ursino, da Gianluca (Nerobear), grafico del sito, da qualche partecipante.

Il servizio è ben fatto, ha un buon taglio e riesce a raccontare una parte della nostra comunità che non è molto conosciuta. La coincidenza del mio post con l’articolo su “A” mi ha fatto un certo effetto.

Sempre su “A” – oggi è la sua giornata – c’è anche un pezzo, stavolta a firma di Lisa Corsi, su Amanda Lepore, la trans/musa di David LaChapelle.

La giornalista ripercorre la storia di Amanda da quando, a 15 anni, si è fatta il primo intervento al naso, il percorso di transizione, il cambio di sesso e l’incontro, in una New York già pazza di lei a metà degli anni 90, con un giovane fotografo destinato a entrare nell’olimpo dell’arte moderna.

Amanda Lepore è un personaggio davvero esagerato, sia nelle forme, che nell’iconografia LaChapelliana. Una vera bambola di silicone che , all’inaugurazione della mostra di LaChapelle a Berlino (Men, War and Peace),

si è presentata vestita solo di un perizoma di latex, un reggicalze e, accanto a delle bambole di silicone, la gente non capiva quale fosse quella vera(fonte “A” pag. 144).