Psichiatra organicista, sottotipo ‘universitario’

Riprendo il post ‘Linee guida alla scelta del proprio psichiatra’ perchè mi sono accorto di aver dimenticato qualcosa. Psichiatra organicista: il tipo classico, esiste da quando esiste la psichiatria. Di formazione medico – biologica, vi considera un organismo vivente e gli ricordate un’ameba; non valuta nemmeno la possibilità dell’esistenza della psiche, il vostro problema è solo che

Riprendo il post 'Linee guida alla scelta del proprio psichiatra' perchè mi sono accorto di aver dimenticato qualcosa.

Psichiatra organicista: il tipo classico, esiste da quando esiste la psichiatria. Di formazione medico – biologica, vi considera un organismo vivente e gli ricordate un'ameba; non valuta nemmeno la possibilità dell'esistenza della psiche, il vostro problema è solo che non vi funziona il cervello. Negli anni ha proposto e praticato le terapie di shock e – attualmente – crede solo ed esclusivamente nei farmaci. In una prospettiva bio-psico-sociale si è fermato al 'bio': lo 'psico' è roba da psicologhe, il sociale dev'essere riservato alle associazioni umanitarie.

Ne esiste un sottotipo, lo psichiatra organicista universitario : si differenzia dal tipo principale per la caratteristica obbligata di inserirvi in un trial farmacologico sperimentale a doppio cieco inerente l'ultimo farmaco antidepressivo, non ancora in commercio, della cui validità ed efficacia clinica è già certo: voi dovete solo esserne la conferma.

Vi vedrà migliorati anche se nel frattempo avete più volte tentato il suicidio.

L'unica possibilità è che rientriate in quel 50% di pazienti che ha assunto il placebo anzichè il farmaco: in questo modo, almeno, non subirete danni.

Con questo, direi che ho esaurito l'argomento. Domani è un altro giorno.

francesco giubbolini