La donna è nata per soffrire. Ne siamo sicuri?

Immagine sulla copertina del libroL'idea che la donna sia nata per soffrire e che dunque sia più preparata dell'uomo ad affrontare il dolore, fa sì che mentre i maschietti si sentono in diritto di lamentarsi con un piccolo taglietto al dito, noi dobbiamo partorire senza fare troppe storie perché alla fine è così che va e basta.

Epidurale per favor è un libro che affronta proprio questo argomento. Paola Banovaz, che per passione ha aperto un seguitissimo blog sul tema dell'epidurale, ha raccolto i suoi post in questo prezioso e divertente volumetto.

A partire dalla legge italiana, attraversando i più folli luoghi comuni che riguardano il parto e la gravidanza, confrontandosi con le esperienze, a volte davvero incredibili, di alcune ragazze, la Banovaz cerca di capire come mai l'analgesia durante il parto trovi in Italia e nel mondo così tanti detrattori.

Ci riconosceremo sicuramente in molte delle sue considerazioni su come una certa idea di femminilità, maternità, dignità della donna possano influenzare le scelte di professionisti affermati e delle stesse future mamme, preoccupate che l'epidurale dimostrerà al mondo che non sanno partorire, terrorizzate all'idea che un po' di farmaco renderà difficoltoso il rapporto affettivo con il proprio bambino.

Perché alla fine, accade che proprio tra donne ci trattiamo male l'una con l'altra, cercando di stabilire chi è più madre e chi è più donna in base alla capacità di resistenza al dolore del parto. Questo prezioso libretto ci consentirà, invece, di fare luce su alcuni modi di pensare e ci fornirà utili informazioni per farci una migliore idea del parto in analgesia.

La Banovaz, voglio precisare, non intende stabilire che senza analgesia non si partorisce o che tutte le donne ne hanno bisogno. Vuole però rivendicare il diritto della donna a vivere un momento così delicato nelle migliori condizioni possibili, che per alcune significa parto senza epidurale, per altre significa la garanzia di potersi controllare durante il travaglio proprio grazie alla mancanza del dolore.

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