2011 e buoni propositi: ce la faremo a realizzarne almeno uno?

Ciondolo giallo a forma di cuore

I buoni propositi hanno vita breve, forse perché li formuliamo male. Partiamo dal solito proposito del metterci a dieta. Di solito diciamo a noi stesse: quest'anno dimagrirò, diventerò bellissima e mi vendicherò di chi non mi ha voluta. Poi ci stanchiamo, ci rendiamo conto che per diventare bellissime ci vuole un chirurgo (lo so, state pensando: parla per te) e che chi non ci ha voluta non ci sopportava proprio, indipendentemente dal nostro peso (parla per te, di nuovo). Così molliamo e ci rituffiamo nella solita barretta di cioccolato.

Quest'anno potremmo provare ad esprimerci diversamente, ad esempio: mi impegnerò a mangiare in modo sano, concedendomi uno sfizio ogni domenica; mi truccherò anche se sono triste e/o particolarmente isterica; butterò nel dimenticatoio i nomi di chi mi ha ferita. Insomma, potremmo lavorare sui buoni propositi in positivo.

Ecco una proposta: cerchiamo di non focalizzare la nostra attenzione su quelli che pensiamo siano i nostri lati negativi. Smettiamola di fustigarci ogni volta che non raggiungiamo un obiettivo. Lasciamo che la parola chiave del 2011 sia autostima. Prendiamo carta e penna e scriviamo qualcosa di bello su noi stesse. Valorizziamoci ogni giorno. Sono sicura che lavorando in questi termini conquisteremo pian piano ciò che desideriamo o magari scopriremo che non ci interessano più le rivincite o le diete nel momento in cui possiamo guardarci allo specchio e dire: mi voglio bene.

Foto | Flickr

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