Le donne sottovalutate dalla Storia: Beulah Henry

Per continuare degnamente la serie di donne sottovalutate dalla Storia secondo l'autore Mark Juddery, non possiamo evitare di parlare di Beulah Henry, una donna che ha svolto un mestiere che in passato è stato esclusivo appannaggio degli uomini, almeno per quanto viene ricordato, e che si tinge di mito e di leggenda, risultando quindi ancora più interessante: Beulah Henry infatti era un'inventrice.

Vissuta a cavallo tra il XIX e il XX secolo (è morta nel 1973), Beulah Henry si guadagnò, già negli anni '20 e '30, il soprannome di "Lady Edison", proprio per la fervente attività e le numerose invenzioni attribuitele. Nonostante infatti i brevetti ottenuti ufficialmente siano stati soltanto 49 circa, pare che il numero degli oggetti inventati da Beulah possa aggirarsi intorno ai 110.

Beulah è stata una donna fuori dal comune in tutto, soprattutto per l'epoca: indipendente, intraprendente, sorprendentemente capace; frequentò due college nella Carolina del Nord e nel 1924 si trasferì a New York, dove fondò due compagnie, vivendo in diversi hotel della città, senza sposarsi mai (o almeno è quel che ci viene riportato, in realtà le notizie su questa figura di donna così particolare non sono molte).

Tra le sue numerosissime invenzioni, ce ne sono alcune che potrebbero aver contribuito a determinate rivoluzioni tecnolgiche: Protograph ad esempio fu un primitivo modello di fotocopiatrice, funzionante con una macchina da scrivere manuale, mentre la prima macchina da cucire senza bobine e quella con il "zig-zag" cambiarono sicuramente il lavoro delle sarte di allora.

Altre invenzioni, non tecnologicamente avanzate, ma ugualmente importanti nella vita quotidiana riguardano ad esempio l'ormai scontato apriscatole, senza il quale invece potremmo fare davvero fatica in cucina; i bigodini, che hanno rivoluzionato la vita estetica di molte donne; diversi giocattoli per bambini, tra cui una bambola che poteva chiudere gli occhi e cambiarne il colore.

Insomma una donna straordinaria, di cui si sa poco e nulla purtroppo. Non si tratta comunque dell'unica inventrice della Storia, ma di una delle poche i cui meriti sono stati parzialmente riconosciuti, nonostante il suo mestiere fosse esclusivo appannaggio maschile. Sono diverse invece le donne inventrici che proprio perchè tali, non hanno mai potuto registrare brevetti e riceverne compensi e riconoscimenti: "Mary S.", morta nel 1880 ad esempio, fu costretta a vendere tutte le sue invenzioni a personaggi di sesso maschile, per somme misere; gli acquirenti dei suoi brevetti invece, fecero fortuna e acquisirono una fama immeritata. Quanti casi simili potrebbero essere disseminati nella Storia senza che a noi ne sia giunta traccia?!?

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