Valentina è stata assassinata a maggio del 1995 e per quel delitto è finito in carcere il suo ex fidanzato, Umberto Prinzi. Di qualche giorno fa è la confessione dell’uomo, motivata dallo sbocciare di un nuovo amore. Dell’assassino la corte d’Assise d’appello aveva scritto in sede di condanna:

Incline alla collera e agli sfoghi incontrollati di violenza. Ha disperso le spoglie della vittima, dimostrando in tal modo totale insensibilità e crudele disprezzo per chi, come Valentina, gli aveva accordato fiducia. Dimostrandogli dedizione sincera, ed in ogni caso anche comprensione ed amicizia.

Notizia di oggi è invece il sopralluogo nella zona indicata dall’assassino, dove si sarebbe sbarazzato del corpo della ragazza, gettandolo giù da una scarpata. Gli inquirenti stamattina hanno ritrovato dei resti umani, delle ossa. Valentina ha forse finalmente un corpo e potrà riposare in pace.

Non capiamo la necessità, sull’articolo pubblicato oggi da La Stampa, di chiamare Valentina col suo nome di quando era un uomo, rinnegando l’identità di genere e il nome che aveva scelto di avere. Ci scusiamo per loro, Valentina. Di te ci resta soltanto questa descrizione dalle pagine di un giornale, che sicuramente non ti rappresenta:

trans di una bellezza torbida, quasi inquietante, regina incontrastata delle notti torinesi d’inizio anni ‘90.

Iscriviti alla nostra newsletter
I video di Pinkblog Guarda di più
Altro su Attualità Leggi tutto