Disordini alimentari: ne soffrono sempre di più anche le donne adulte

Sul New York Times è apparso un articolo che racconta la storia di una donna di 58 anni che da quando ne aveva 40 ha trasformato in ossessione la voglia di perdere peso e di rimanere in forma; il racconto è stato un pretesto per parlare dei disordini alimentari e del fatto che secondo gli esperti sono in aumento le donne adulte fra i soggetti affetti.

Lo stereotipo invece, diffuso ovunque, è che di anoressia, bulimia e quant'altro, ne soffrano soltanto giovani e adolescenti, come se i disordini alimentari rimanessero un problema legato all'età, un problema che maturando scomparirebbe.

Invece non è così: provocati da disturbi riconducibili naturalmente a problemi di ordine psicologico, questi disordini sono in ultima analisi il risultato di un mix di fattori, tra cui la componente relativa a mancanza di affetto pesa sicuramente tantissimo; ma a giocare un ruolo determinante, soprattutto sulle cause scatenanti, ci sono sicuramente le pressioni dei media e della società sul trito ideale di bellezza che inneggia al dimagrimento e all'anti-age.

Le donne adulte dunque si ritroverebbero ad affrontare problemi non meno destabilizzanti di quelli subiti da giovani e adolescenti, come divorzi, problemi con i figli, crisi sul lavoro, crisi d'amore, che andrebbero a sommarsi a un desiderio quasi compulsivo di apparire belle, piacenti, per soddisfare il vuoto creato su altri fronti.

E il fatto che esista uno stereotipo che colleghi i disordini alimentari alle giovani donne e non a quelle adulte, rende molto difficile l'identificazione del problema: i sintomi di anoressia o bulimia vengono spesso confusi con quelli dell'invecchiamento e della menopausa, senza contare che i soggetti adulti che ne sono affetti sono molto più bravi rispetto a quelli giovani nel tenere nascoste le conseguenze dei loro gesti, gesti che invece sono del tutto simili a quelli delle giovani adolescenti.

Essere adulte infatti rende consapevoli e abili, e in questo caso più furbe; senza contare che è difficile in età adulta, soprattutto per le donne che stanno soffrendo a causa di un divorzio o di una separazione, avere qualcuno vicino che si possa accorgere dei sintomi di disordini alimentari. Se poi anche i medici li confondono con altro, allora la diagnosi diventa davvero difficile.

La dottoressa Cynthia M. Bulik, direttrice dell'Eating Disorders Program presso la University of North Carolina, sostiene che molti sforzi si stanno profondendo affinchè i medici possano avere gli strumenti per distinguere i disordini alimentari rispetto ad altri problemi con stinomi simili, anche nelle donne adulte.

Tutto questo mi fa fare una riflessione, forse banale, ma per certi versi inquietante o forse solo malinconica: diventare adulte spesso non significa diventare più forti; al contrario la vita a volte ci mette di fronte a delle prove che a lungo andare rischiano di indebolirci, fino a farci rivivere una seconda adolescenza, con tutti gli incubi che si può portare dietro. Che bello sarebbe se invece questa "seconda adolescenza" portasse con sè solo gli aspetti positivi di un'età giovane e, per alcuni versi, spensierata...

Foto | Flickr

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