Un anello come scrigno

Ne sarebbe andata fiera Lucrezia Borgia che aveva quel vizietto d’avvelenare la gente. Si tratta di un anello con tanto di scrigno dove ci si aspetta la solita pietra, che si chiude a chiave e nel quale custodire qualcosa di abbastanza piccolo, naturalmente, ma non per questo meno importante. Nessuno vi consiglia di metterci la

di fritha


Ne sarebbe andata fiera Lucrezia Borgia che aveva quel vizietto d’avvelenare la gente. Si tratta di un anello con tanto di scrigno dove ci si aspetta la solita pietra, che si chiude a chiave e nel quale custodire qualcosa di abbastanza piccolo, naturalmente, ma non per questo meno importante. Nessuno vi consiglia di metterci la pozione con cui far cadere ai vostri piedi l’uomo di turno, chiaramente, né di riporvi necessariamente qualcosa.

Basterà esibirlo al dito ben chiuso per solleticare la curiosità di chiunque su quanto vi è racchiuso, foss’anche il nulla, un po’ d’aria, una semplice idea messavi dentro da chi lo guarda da fuori. E considerando la moda dilagante relativa agli anelli dalle grandi dimensioni, dalle bizzarre forme e dal numero esagerato alle dita della mano, sarete anche aggiornate benché l’aria del forziere a doppia mandata abbia tutta l’allure di ben altri tempi.

Si può scegliere tra la variante oro e quella argento, la pietra è invece azzurra, la chiave perfettamente funzionante con un meccanismo a chiavistello riprodotto in miniatura nei minimi dettagli. La nota dolente sta nel prezzo perché il monile è realizzato interamente a mano e costa ben 2500 euro.

Via | GeneralValentine