Ragazza di 15 anni condannata per un aborto spontaneo

L'aborto è sinonimo di omicidio? Per alcuni sì; per altri è un diritto, una scelta; per altri ancora si tratta di un destino non desiderato, ma che comunque bussa alla porta e che non si può rimandare indietro. Eppure, anche in quest'ultimo caso, c'è chi considera l'aborto un omicidio, nonostante la sua "spontaneità".

L'ultimo caso in ordine cronologico a dimostrarci questa orribile realtà, è quello di una ragazza di 15 anni che nel Mississipi è stata condannata all'ergastolo appunto per un aborto spontaneo. L'assurdità di questa situazione è stemperata, almeno secondo chi l'ha giudicata meritevole di una simile condanna, dal fatto che la ragazza ha assunto della cocaina durante la gravidanza; clinicamente, tuttavia, non è stata rilevata alcuna connessione certa tra l'assunzione di droga e la morte del feto; dunque per questa giovane donna si è trattato di affrontare un vero e proprio processo alle intenzioni, finito anche molto male.

Intanto del presunto padre nessuno ha parlato: la colpa, ammesso che ne esista una, è soltanto della madre; in secondo luogo, leggendo questa notizia mi sono sentita catapultata di colpo indietro nel tempo, con un'aggravante, che serpeggia come un malessere fra le mie viscere: la consapevolezza, in quanto specie, di aver raggiunto un certo grado di maturità a livello umano e intellettivo, e la spaventosa certezza di averlo calpestato, non tanto per tornare letteralmente indietro, quanto per passare addirittura oltre; un oltre che, a questo punto, si prospetta come un futuro ancora peggiore, orrido e buio, pesante e soffocante.

Un futuro dove le donne incinte perdono il diritto di esistere come esseri umani a sè stanti, per rivestire il ruolo di creature esclusivamente legate alla procreazione. E la mia domanda è: in un futuro del genere, chi sceglierà di avvalersi di quel diritto che tanto faticosamente abbiamo ottenuto, vale a dire l'interruzione intenzionale di gravidanza, di cosa dovrà essere accusata?? Riesco a trovare una sola parola per tutto questo: inconcepibile. E, guarda caso, si tratta di un aggettivo che non si discosta da questa stessa area semantica...

Via | Alternet

Foto | Flickr

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