Il MoMa compra la @

“Forse non tutti sanno che…” la @ era già in uso presso i mercanti veneziani nel 1500: un segno grafico che rappresentava l’anfora, (allora unità di peso e capacità). Nata come unione stilizzata delle lettere “a” e “d” che andavano a formare la parola latina ad (cioè “verso”). Furono i popoli anglofoni a modificare poi

“Forse non tutti sanno che…” la @ era già in uso presso i mercanti veneziani nel 1500: un segno grafico che rappresentava l’anfora, (allora unità di peso e capacità). Nata come unione stilizzata delle lettere “a” e “d” che andavano a formare la parola latina ad (cioè “verso”). Furono i popoli anglofoni a modificare poi il suo significato da ad a at, e quindi da ‘verso’ a ‘presso’.

Tutto più o meno immutato fino a quando, nel 1971, l’ingegnere informatico americano Ray Tomlinson elaborò un programma che permetteva alle università americane collegate tra loro tramite la rete Arpanet di potersi scambiare messaggi scritti. usando poi il simbolo @ come separazione tra il nome del destinatario e il server.

Un simbolo che dimostra come arte, architettura, tecnologia e design possono intraprendere percorsi non convenzionali e ritrovarsi riuniti in qualcosa che attraversa il tempo e i codici in una funzionalità unificante. Lo hanno capito e sintetizzato molto bene quelli del MoMa, il Museum of Modern Art, che hanno deciso di acquistare la @, introducendola nella loro collezione.

E’ -chiaramente- un passo importante. Un gesto che crea un ‘precedente’ storico. Fa leva sulla convinzione che il possesso di un oggetto ‘fisico’ non sia più necessario. Che allo stesso modo delle ‘icone’ troppo grandi per poter essere acquistate o inserite in un contesto culturale e museale (un palazzo famoso, uno storico modello di aeroplano), anche quelle incorporee possono diventare ‘proprietà’ culturale.

Ovviamente, la @ è un simbolo che trascende il suo utilizzo e quindi anche l’idea di ‘possesso’ (almeno in senso stretto). Un simbolo che include applicazioni di così tanti tipi (pensate solo al lettering, agli elementi di design che ha ispirato, all’Ascii art) che è un patrimonio comune. Tutelato, d’ora in poi, da uno dei tempi della cultura e dell’arte moderna e contemporanea. Di seguito, un video che racconta la storia di internet attraverso i simboli grafici.