Ze o Ze le scarpe trasformiste

modular shoe

Non posso farne a meno, devo dirvelo, la mia coscienza di scarpofila incallita si ribella: non accoglierò mai nella mia scarpiera una scarpa che ne cela cinque o sei togliendomi tutto il piacere di acquistarne sei diverse paia e vederle in fila lì dove posso ammirarle intanto che non posso portarle ai piedi perché ne ho appena due. Probabilmente sembra un ragionamento un po’ folle, ma sono sicura che chi ha un debole per le scarpe che in qualche caso definirebbe persino dipendenza la penserà come me.

In ogni caso l’idea è divertente, perché su una calzatura base diventa possibile agganciare diversi dettagli che modificano l’aspetto finale e il mood della scarpa intera, trasformandola da ballerina a mezzo-tacco da tango, da stringata a mary-jane, variando anche i colori. Quel che resta immutata è la punta. Chi di voi sarebbe disposta a provarle? Rinunciare al brivido dell’ennesimo paio di scarpe mai, ma divertirsi un po’, perché no? A me vengono in mente gli orologi dell’adolescenza – ora tornati in auge – a cui si poteva cambiare il cinturino colorato, ma in chiave rivisitata come scarpe.

Via | Ecouterre

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