“La donna che collezionava farfalle”: un romanzo tutto al femminile

La donna che collezionava farfalle è un mistery al femminile, dove trovare delle splendide storie di donne, in un’epoca e in una cultura diverse dalla nostra.

di olivia

Quest’estate, sotto l’ombrellone, mi sono imbattuta in un romanzo uscito poco tempo fa, intitolato “La donna che collezionava farfalle”. La trama mi ha subito incuriosita: a distanza di decenni dai fatti, emerge lentamente la verità su una morte atroce avvenuta a fine ‘800, apparentemente senza misteri, un episodio che coinvolse una mamma e una figlia; ma non solo. Una sorta di breve saga familiare a conduzione femminile, dipinta sullo sfondo di una suggestiva ambientazione d’epoca, con i colori dell’Irlanda del Nord.

La scrittura di questo romanzo è sublime e ciò che ne viene sorprendentemente fuori è un inno alla femminilità, ai lati talvolta più oscuri e anche inconsapevoli dell’essere donna, alle difficoltà del sentirsi tale in un’epoca e in un contesto pieno di pregiudizi, divieti, disparità sociali.

L’animo femminile è sondato in profondità attraverso molteplici temi: la maternità, la passione, il dolore; e così mi sono ritrovata ad assaporare, con tutto il gusto amaro della perdita, la storia di due donne, legate indissolubilmente e inconsapevolmente dalla tragicità di un evento, schiacciate dal susseguirsi delle conseguenze, punite dalla durezza spietata della vita.

Un ritratto splendido, delicato e lento, ma anche duro e fulminante. E ho pensato che non avrei potuto evitare di parlarne qui, perchè raramente mi è capitato di prendere in mano un libro pensando di trovarci un mystery e di lasciarlo sapendo di aver conosciuto delle donne, che per quanto fittizie, mi sono sembrate più vere di tante persone reali.

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