Transessuali sì o no al concorso di bellezza che il 13 settembre incoronerà per mano dell’attrice Usa, Sharon Stone, la Miss Italia? Ultimamente, per non cadere in quello che per gli organizzatori è un tranello, sono persino cambiati i regolamenti di questi concorsi. È accaduto a Favara, in Sicilia, dove in un concorso per modelle è stato fatto divieto esplicito alle transessuali di parteciparvi. Capita anche a Miss Italia. Transfobia o giusta decisione da parte di questi organizzatori?

Non ha dubbi la transgender più popolare in Italia, Vladimir Luxuria, animale da palcoscenico e ferma assertrice dei diritti lgbtq. Per lei, una transessuale che ha cambiato sesso deve essere considerata donna a tutti gli effetti, e quindi anche al diritto a misurarsi con le altre concorrenti in un concorso di bellezza. Di più.

La vita – esplica Luxuria – è una gara, si gareggia per un concorso pubblico, per un posto di lavoro, per sport , a volte più ludicamente per un concorso estetico e mi auguro che, in tutti i campi, si segua la meritocrazia e non la discriminazione sull’identità sessuale. Se fosse vero che c’è una neodonna tra le concorrenti di Miss Italia, sarà un altra occasione per parlare di pari opportunità. La norma discriminatoria deve essere tolta. Ci sono tante trans diventate donne, molto giovani e belle e sfido chiunque a capire che erano nate uomini.

La norma discriminatoria accennata da Vladimir Luxuria fu introdotta nel 1992, quando una neodonna, come piace chiamarle, fu ammessa al concorso e poi squalificata quando si venne a sapere delle sue origini anagrafiche.

A dar man forte a Luxuria, è sceso in campo anche l’ultimo rampollo dei Savoia; uno che però va preso con le pinze, visto che spesso ha rilasciato dichiarazioni alquanto bislacche e contrarie a molte rivendicazioni lgbtq.

Per me è una bufala completa – dichiara Emanuele Filiberto -, ma se fosse vero un uomo che decide di cambiar sesso per me diventa una donna da tutti i punti di vista e troverei assolutamente normale che fosse integrata nel concorso di Miss Italia. Io ho viste tutte le 70 ragazze e sono tutte molto belle. Se c’è un trans in mezzo a loro, tanto di cappello perché è diventata una donna bellissima.

Naturalmente la posta in gioco è parecchio succulenta. La vincitrice di un concorso del genere ha porte spalancate nel mondo dello spettacolo e della pubblicità, assicurando spesso fama e benessere.

A sparigliare le buone intenzioni di Luxuria e il principino ci pensa Platinette.

Se davvero ci fosse una transessuale all’interno del concorso non sarei favorevole, mi sembrerebbe un esempio di ‘finta democrazia’. Se vogliamo dimostrare davvero che il senso del pudore non e’ piu’ quello di una volta in Italia preferirei che si aprisse una sezione all’interno di Miss Italia dedicata alle transessuali.

Le ragioni? Vedremo, ma la vedo dura una tarns con la tiara poggiata sulla fluente chioma. Almeno per ora.

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