Una buona notizia. L’attivista gay, Nikolaij Alekseev è stato liberato dopo che molte organizzazioni per i diritti umani, Arcigay, ILGA-Europe e molte personalità politiche e culturali avevano denunciato l’arbitrario arresto e detenzione. Nikolaij era stato fermato all’aeroporto di Mosca il 17 settembre scorso e trattenuto nell’area internazionale, dopo che nessuno lo aveva fermato al controllo passaporti. Dopo il fermo era stato portato nel carcere di Kashir a sud di Mosca e da lì tradotto a quello di Tula. Che le autorità russe tenessero sotto controllo l’attivista gay lo si sapeva da tempo, dopo che lo stesso era finito davanti al Tribunale Europeo per i Diritti Umani per denunciare le reiterate proibizioni a Mosca del Gay Pride. L’omofobo sindaco moscovita, Yuri Luzkov non gli ha mai perdonato neppure la contestazione che Nikolaij organizzò contro di lui, tanto da far pensare oggi che sia proprio lui il mandante dell’arresto.

Ora l’uomo è tornato libero, almeno per ora, visto che in Russia i diritti delle persone lgbtq sono calpestati quotidianamente. Secondo alcune fonti di informazione, a Tula, l’attivista gay sarebbe stato pesantemente minacciato dalle autorità e forse anche drogato con dell’acqua che ha bevuto. Si sapranno i dettagli e la storia di questo arresto, visto che lo stesso Nikolaij ha precisato che parlerà, denunciando pubblicamente l’accaduto.

Dal novembre 2001, da quando cioè ha presentato all’Università statale di Mosca una ricerca sullo status giuridico delle minoranze sessuali come tesi scientifica, Alekseev, è stato boicottato dalle autorità politiche, costretto a lasciare il suo posto, nonostante abbia fatto ricorso alla Corte di Giustizia contro l’Università. Scrittore e giornalista, è diventato un punto di riferimento per le persone lgbtq russe, nel 2005 quando lanciò il Progetto Gayrussia.ru. La scrittura non bastava più, serviva l’attivismo sul campo, la piazza come denuncia contro la repressione verso le minoranze sessuali e il divieto di svolgere i Gay Pride. Nei giorni successivi al suo arresto, la Bielorussia Interfax News Agency, aveva scritto che Alekseev stava andando in Biellorussia a chiedere asilo politico. Nulla di vero secondo gli attivisti gay e lo stesso Alekseev che nega di essersi mai recato a Minsk. La liberazione è avvenuta dopo che nei giorni scorsi si era tenuta una manifestazione di solidarietà davanti all’Ambasciata russa a Berlino, la protesta di un deputato britannico e le telefonate che a migliaia hanno intasato le linee telefoniche dell’Ambasciata russa in Usa.

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