Trasferirsi a vivere insieme? Dipende dal motivo

cohabitingCome hanno reagito i vostri genitori quando avete comunicato loro che andavate a vivere insieme al vostro fidanzato? I tempi sono cambiati molto già rispetto a un decennio fa e oggi si accetta con maggiore elasticità che si decida di condividere la vita, l’affitto, una casa e i propri giorni con qualcuno pur senza volerselo sposare, perché non se ne sente il bisogno. Le motivazioni per cui si opta per la convivenza d’altro canto sono tante quanto le teste pensanti che scelgono questa opzione e non si possono esaurire in una rapida disamina.

Qualcuno però si ostina ancora a definire la convivenza la prova generale del matrimonio. Una specie di “vediamo come va e semmai lasciamo perdere” prima che sia troppo tardi e sia necessario infognarsi in estenuanti e tortuose vie legali per divorziare, dividersi i beni, i figli e il cane. Qualcun altro invece maschera la propria scelta d’amore con la scusa di voler dividere le spese, perché non se la sente ancora di impegnarsi a tal punto da affermare che sì, ho scelto di vivere con lui perché lo voglio, che suona tanto come quell’altro “lo voglio” che fa paura a molti.

E poi c’è ancora chi ritiene che la convivenza sia una scelta pavida, di chi non ha il coraggio, la voglia, la determinazione per impegnarsi fino in fondo, mettersi in gioco e metterci tutto, come se ci si lasciasse una via di fuga sempre aperta. Come se non si soffrisse allo stesso modo con un anello al dito oppure senza. Voi come la pensate?

Foto | Flickr

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