Vi ricordate di Jennifer Keeton, la studentessa dell’Università Statale di Augusta in Georgia che, nel suo ruolo di educatrice, anteponeva le proprie convinzioni omofobiche alla professionalità, emettendo giudizi morali sulla sessualità di quanti si rivolgevano a lei? Nel contenzioso con l’Università il giudice le aveva dato torto sostenendo che “un’istituzione educativa dev’essere capace di esigere standard accademici”. Ora, in pieno processo d’appello, la Keeton ha trovato un valido aiuto alle sue tesi omofobe: il Ku Klux Klan. Sì, proprio il famigerato KKK!

Il Ku Klux Klan – ben noto per la sua xenofobia, razzismo, omofobia, antisemitismo e via dicendo – si riunirà il prossimo 23 ottobre dinanzi all’ingresso dell’Università per mostrare il proprio appoggio alla studentesse. Secondo il KKK, infatti, la decisione del giudice violerebbe il I Emendamento della Costituzione USA che garantisce “la terzietà della legge rispetto al culto e il suo libero esercizio, nonché la libertà di parola e stampa; il diritto di riunirsi pacificamente; e il diritto di appellarsi al governo per correggere i torti”. Da notare che il giudice che ha emesso la sentenza di condanna della Keaton aveva chiaramente detto che la libertà religiosa non c’entra nulla, dal momento che alla ragazza veniva chiesto di svolgere un servizio educativo secondo gli standard universitari.

Senza dubbio l’appoggio di una simile associazione non gioverà poi così tanto all’immagine di Jennifer Keeton, anzi forse potrebbe contribuire ad aprire gli occhi di quanto si trincerano dietro la parola “libertà” per discriminare.

Similis cum similibus
o, se preferite, Dio prima li fa e poi li accoppia.

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