Donne manager: poca crescita e nuovi trend

“New in Town - Una single in carriera” racconta la storia di Lucy Hill (Renée Zellweger), un’ambiziosa donna in carriera di Miami che fa parte del consiglio di amministrazione di una grossa industria nel settore alimentare. Un bel giorno viene mandata a dirigere (ruolo a cui nessuno tiene) uno stabilimento in una sperduta cittadina del Minnesota. Compito? Lo deve riconvertire dimezzando il personale. Quando le verrà ordinato di chiudere la fabbrica, lasciando disoccupata l’intera comunità, si ritroverà davanti ad un bivio e si vedrà costretta a riconsiderare i propri obiettivi e priorità.

Donne e carriera è un binomio da sempre molto trattato e - spesso e volentieri - la discussione si inserisce in una cornice estremamente negativa: lavorano e guadagnano di meno, hanno meno possibilità di trovare lavoro e opportunità di crescita... Sebbene il dibattito sia più aperto che mai, da oltreoceano invece (che, come si sa, sono anni luce avanti) si profila una problematica del tutto nuova, un po' quella raccontata dal film: promozioni a donne manager quando ci sono problemi da risolvere come tagli, licenziamenti e ristrutturazioni. Questo il nuovo trend. Gli americani spiegano, inoltre, che questo dato in Italia si verificherà tra ben 10 anni.

Di strada, quindi, ne dobbiamo fare ancora tanta visto e considerato che la situazione italiana è decisamente molto diversa da quella USA: “alla fine del 2010, meno di un’azienda su due era amministrata da una donna, ciò vuol dire che solo nel 2022 le aziende miste diventeranno una realtà concreta. Solo il 36% delle imprese con fatturato superiore ai 200 milioni di euro ha almeno una donna nel consiglio di amministrazione. Se tra il 2009 e il 2010 c’è stato un cambio di vertici, le donne sono state preferite agli uomini solo nel 10% dei casi. Ma le assenze maggiori si fanno sentire in particolar modo al Sud, dove il 16,1% delle donne è disoccupato contro una media nazionale del 10%. Senza contare che il 64% non cerca lavoro perché impossibilitata dalla famiglia o dagli insuccessi riscontrati in precedenza”.

Le politiche continuano ad essere fortemente miopi perché “il danno è enorme considerando che se l’occupazione femminile raggiungesse il 60% della popolazione, il PIL italiano aumenterebbe del 7%”. Sulla stessa scia si pone uno studio Cerved in cui viene dimostrato che “i cda composti per un quinto da donne hanno una redditività migliore e il 37% di capitali in più su cui investire per crescere”.

Ambizione ed apertura mentale sono fondamentali per crescere, ma spesso sono i giusti modelli di riferimento a scarseggiare. Se in Italia le quindicenni vogliono fare le veline, in Gran Bretagna o in Germania vogliono diventare le future Angela Merkel. Le limitazioni che oggi si incontrano nel Bel Paese non permettono in generale la sana crescita del singolo e, di conseguenza, dell’intero Paese. Saranno l’intelligenza e il merito a fare la differenza, senza ombra di dubbio, ma sicuramente da qualche altra parte.

I film sono i film, "non sono la realtà" direbbe qualcuno. Qualcun'altro sostiene, invece, che la realtà supera la fantasia. Insomma, ognuno la vede un po' a modo suo. Fatto sta che il film succitato si chiude in questo modo: con tanto impegno, fiducia e creatività lo stabilimento non chiude, anzi diventa il fiore all'occhiello della holding, ed a Lucy Hill viene offerto un posto da vice-direttore. In conclusione, non è la realtà o la realtà supera la fantasia?

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