“Sixtytons” di Giuseppe Amato: una riflessione sullo spazio personale

Un esercizio, una riflessione su quello che può essere oggi inteso come ‘spazio abitativo personale’ (e personalizzabile). Architettura pragmatica che abbatte idealmente il muro tra pubblico e privato, chiude senza nascondere e permette di intravedere senza consentire l’invadenza. “Sixtytons” è stato realizzato dal designer Giuseppe Amato per Detour / Mapping contemporary Venice, un’esposizione che affiancherà

Un esercizio, una riflessione su quello che può essere oggi inteso come ‘spazio abitativo personale’ (e personalizzabile). Architettura pragmatica che abbatte idealmente il muro tra pubblico e privato, chiude senza nascondere e permette di intravedere senza consentire l’invadenza.

“Sixtytons” è stato realizzato dal designer Giuseppe Amato per Detour / Mapping contemporary Venice, un’esposizione che affiancherà la prossima Biennale di Architettura della città lagunare. La linea guida chiedeva ai partecipanti di immaginare un panorama concettuale della Venezia del futuro, interpretandone i luoghi e i simboli della contemporaneità.

Il lavoro di Amato è una struttura verticale, tutta basata su lunghe assi in legno che ricreano l’effetto delle cosiddette ‘tende veneziane’, appunto. Partner dell’evento, la Moleskine, produttrice dei famosi taccuini dove lo stesso designer italiano ha illustrato il progetto. Il video è dopo il salto.

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