Gli omosessuali cattolici sono più omofobi di quelli non credenti

Gli omosessuali cattolici sono più omofobi di quelli non credenti. A stabilirlo una ricerca condotta dall’Università di Firenze. Secondo Arianna Petilli, responsabile dello studio, tale comportamento non sarebbe causato dall’insicurezza. I gay credenti intervistati dalla psicologa hanno infatti ammesso di non provare nessun senso di colpa.“La salute mentale degli omosessuali cattolici – dice Arianna Petilli


Gli omosessuali cattolici sono più omofobi di quelli non credenti. A stabilirlo una ricerca condotta dall’Università di Firenze. Secondo Arianna Petilli, responsabile dello studio, tale comportamento non sarebbe causato dall’insicurezza. I gay credenti intervistati dalla psicologa hanno infatti ammesso di non provare nessun senso di colpa.

“La salute mentale degli omosessuali cattolici – dice Arianna Petilli – non è messa in discussione dal loro orientamento sessuale. La religione per loro rappresenta una fonte di benessere psicologico. La salvezza. Un punto d’arrivo”.

Questa notizia ci pone davanti un bivio: commentare i risultati o ragionare sulla genesi di uno studio come questo. La seconda alternativa è secondo me più interessante poiché ci aiuta a capire l’inutilità di certe ricerche.

Il cattolicesimo non è l’unica religione che oggi si può praticare in Italia. Un gruppo di credenti non possono essere rappresentativi di un intero paese. Molti omosessuali hanno deciso di vivere la propria spiritualità senza la guida di Benedetto XVI. Le unioni non riconosciute dal Pontefice sono valorizzate, per esempio, dalla Chiesa valdese.

Ogni persona, anche il Papa, ha il diritto di esprimere la propria opinione. Se proprio si deve replicare alle recenti dichiarazioni riguardanti l’utilizzo del preservativo (permesso dal Pontefice solo in specifiche situazioni) è meglio farlo con argomenti simili. Forzare il dibattito con ricerche alterate non è utile per nessuno.

In Italia i gay credenti si sono già emancipati. I gruppi omosessuali di credenti sono una realtà radicata nel nostro paese. A tal proposito vi consiglio di leggere l’intervista che Gianni Geraci ha rilasciato a Queerblog. Di seguito un piccolo estratto.

“Essere uno dei pochi omosessuali che rilascia interviste per testimoniare il suo percorso di riconciliazione tra esperienza di fede e orientamento omosessuale, da un lato mi mette di fronte alla responsabilità grande di interpretare anche i percorsi di chi non ha la possibilità di esprimersi liberamente, d’altro canto mi fa sentire l’urgenza di dire a quanti sono omosessuali credenti come me che è arrivato di far capire alle nostre chiese che, quando attaccano le persone omosessuali, attaccano innanzi tutto noi. Per fortuna, negli ultimi anni, gli omosessuali credenti che hanno fatto una scelta di visibilità sono aumentati”.

Un omosessuale, al di là del proprio credo, può essere omofobo? Voi siete d’accordo con la teoria di Arianna Petilli?

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