Forum gay – Parla con Queerblog: Marco e il coming out che gli ha fatto conoscere il suo fidanzato

La scorsa settimana vi abbiamo raccontato di Andrea, un ragazzo cacciato di casa e allontanato per sempre dalla vita della sua famiglia a causa del suo coming out. Oggi vi parliamo di Marco. Ha 19 anni, quasi 20 e anche lui è stato al centro di una confessione inizialmente accettata ma poi, quando è diventata


La scorsa settimana vi abbiamo raccontato di Andrea, un ragazzo cacciato di casa e allontanato per sempre dalla vita della sua famiglia a causa del suo coming out. Oggi vi parliamo di Marco. Ha 19 anni, quasi 20 e anche lui è stato al centro di una confessione inizialmente accettata ma poi, quando è diventata concreta, rifiutata totalmente.

Ma quello che poteva iniziare come l’inizio di un periodo difficilissimo, è diventato poi un’opportunità per conoscere, amare e farsi amare dal ragazzo che ora è ancora al suo fianco. Ve la riportiamo, per confrontarti e per conoscerci. Vi ricordo l’indirizzo per scriverci (assicurandovi privacy): [email protected].

Ciao! Mi chiamo Marco e ho 19 anni, 20 tra qualche giorno… Il mio coming out non è stato affatto facile. Tutto cominciò quando frequentavo la 4 superiore e un mio compagno a mia insaputa mi rubò dallo zaino un mio diario personale e lesse una pagina dove scrivevo le mie paure ed insicurezze sul fatto di essere gay… Sta di fatto che il giorno dopo, grazie ad una fotocopia di quella pagina che circolava x le scuola, tutti lo sapevano…e non è stato facile. Mi trovavo scritto sull’armadietto dello spogliatoio o nel banco di scuola frocio, finocchio o altri appellativi non molto carini… Mi sentivo sempre più solo e più triste…Ho iniziato a staccarmi da tutti, perché quando si odia se stessi si tende ad allontanare tutte le persone, anche quelle a noi più care… Dopo qualche mese decisi di dirlo a mia mamma, perché non riuscivo più a fingere, dovevo filtrare parole, pensieri e comportamenti. Da premettere che con mia mamma c’era un bellissimo rapporto. Una sera abbiamo guardato un film assieme, Diverso da chi con Luca Argentero… Alla fine la guardo e le dico:” Devo dirti una cosa…” Lei mi guarda e mi disse di aver già capito tutto. Con le lacrime agli occhi mi chiese se ne ero sicuro, gli dissi di si. Fece una pausa interminabile e poi mi disse: “Se sei felice tu lo sono per te…” Non mi sembrava vero! Con mio papà è stato diverso: lui è di vecchio stampo come si dice…

La lettera di Marco continua:

Una volta stavamo litigando, lui mi urlava contro ed io ero talmente arrabbiato che, sapendogli di fargli del male, gli urlai di essere un frocio come li chiama lui! Poi in lacrime scappai fuori dalla porta per poi tornare la sera dopo. Da quel giorno non si parlò più di quell’argomento. Se non quando inizia a frequentare i cosiddetti locali alternativi: li scoppiò il cataclisma. Mi diedero entrambi del pervertito, del deviato, del malato di mente: sta di fatto che il giorno dopo mi trovo le valigie fuori di casa. Ero stato cacciato all’improvviso, non sapevo dove andare. Fortuna che conoscevo una mia carissima amica che in questo momento per me difficilissimo mi ha aiutato. Quella sera mi portò in albergo e rimase li a consolarmi tutta la notte. Grazie al cielo già lavoravo e avevo dei soldi messi da parte. Dopo qualche giorno riuscì a trovare una stanza in affitto (450 euro al mese per una misera stanza!!!)

Ed ecco che il destino, forse, ci mette lo zampino:

La sera prima di essere cacciato ero su facebook e parlai con una persona davvero simpatica e ci scambiammo i numeri. Destino volle che la sera che mi cacciarono lui mi scrisse e gli raccontai cos’era successo. C’era molta sintonia tra di noi, ci mettemmo d’accordo per vederci il fine settimana e cosi è stato. Venne alle 5 di mattina del 27 giugno 2010, entrò in stanza e parlammo per ore e ore: avevo trovato qualcuno (come me) che mi poteva capire, potevo sfogarmi finalmente! Lui abitava a oltre 70 km da me e ogni fine settimana veniva puntualmente a trovarmi. Ci piacevamo sempre di più e la settimana dopo ci fu il primo il primo e romantico bacio. Poi tanti altri a susseguirsi. Dopo tre mesi eravamo innamorati pazzi e non riuscivo a coprire l’affitto quel mese perché avevo dovuto pagarmi l’esame pratico della patente e relative guide di prova. Mi chiede di trasferirmi a Padova con lui. Ci pensai e ripensai e accettai. Eravamo arrivati che non potevamo star lontani l’uno dall’altro. A volte veniva pure durante la settimana per di vedermi anche se lavorava. Sta di fatto che in tutto questo tempo nessuno ne genitori ne parenti si fecero sentire. Tutto è pronto per partire: destinazione Padova. E ricevo una chiamata: mia mamma mi vuole vedere. Non sapevo se andare o no ma alla fine ci andai. Urlammo per ore quel giorno (ci andai col mio ragazzo) ci rinfacciammo qualsiasi cosa, avevo perso la speranza che si scusassero con me. Ma alla fine lei disse “Facciamo finta che non sia successo nulla….” La guardai: come potevo fingere? È stata la cosa più difficile per me ma l’ho perdonata: non so se ho fatto bene. Comunque ora sono a Padova e vivo con il mio ragazzo. Con i miei il rapporto è buono, ogni tanto andiamo da loro (io e il mio ragazzo) mangiamo là.Ci sono 4 chiacchiere e risate, lei sembra aver accettato il tutto…mia mamma…Mio papà no…spera in un mio cambiamento… Sono convinto di una cosa: tutto succede per un motivo, forse se non fossi stato cacciato non avrei conosciuto il mio ragazzo. Chi lo sa, spero di non avervi annoiato… Marco”

Una madre che ha sbagliato, un figlio che l’ha perdonata e un padre che non accetta ancora totalmente l’omosessualità del figlio e spera, sempre e ancora, in un cambiamento…