Tre le donne del nuovo Governo: poche ma buone. Anzi, buonissime


Dicono che oggi sia nata una nuova era; politica, economica, sociale, un'era che tutti sperano in grado di far fronte e di superare la terribile crisi che ha colpito non solo l'Italia ma l'intera Eurozona. Questa nuova epoca è stata stilata dal nostro nuovo Presidente del Consiglio, il Professor Mario Monti, in una lista di nomi che da oggi comporranno il nostro Governo esclusivamente "tecnico".

Sono tre le donne scelte fra gli attesissimi nomi, tre figure femminili che andranno a ricoprire incarichi non di poco conto: Anna Maria Cancellieri sarà Ministro degli Interni, Paola Severino sarà Ministro della Giustizia ed Elsa Fornero ricoprirà il ruolo di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, con delega alle Pari Opportunità. Una sorpresa per noi tutte, dato che le prime voci di popolo davano per escluse le donne in questo nuovo Governo. E invece ci siamo, anche se non così numerose (3 su 12 ministeri con portafoglio), ma in posizioni di grande rilievo.

Anna Maria Cancellieri ha 67 anni ed è stata già soprannominata in passato "lady di ferro": dunque un carattere forte ed energico, una donna determinata che è già stata prefetto a Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova, e commissario straordinario a Bologna e a Parma.

Un nome non da poco per il Ministero della Giustizia, con un importantissimo primato: Paola Severino è infatti la prima donna in Italia a ricoprire questo importante ruolo, ha 63 anni ed è un avvocato penalista con una lunga lista di clienti importanti; non solo: è vice-rettore dell’Università Luiss “Guido Carli” e ha già conquistato un primato come prima donna vice-presidente del Consiglio della magistratura militare.

Elsa Forneno è un'altra donna con gli attributi e un curriculum strabiliante: 63 anni, docente di economia politica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino, è tra le altre cose vice-presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo; ha inoltre ricoperto il ruolo di consulente per la Banca Mondiale e ha fondato il Cerp, uno dei maggiori centri studi europei sullo Stato sociale.

Dunque poche ma buone, anzi ottime: donne che non provengono dalla politica ma che di fatti ne hanno portati avanti molti e che sapranno sicuramente dare un contributo decisivo al nostro futuro; donne scelte per il loro cervello e non per altre caratteristiche meno importanti; donne che ispirano rispetto e ammirazione soltanto a leggere un breve elenco dei loro incarichi svolti.

Sono poche è vero, ma con le loro competenze e con la sagacia tipicamente femminile che certamente le contraddistingue, saranno in grado di portare una ventata di aria nuova ai vertici del nostro Paese, contribuendo sicuramente ad avverare una parte di quel sogno che vorrebbe più donne in politica. Donne capaci, donne volitive, donne che sanno usare la testa. Donne con la D maiuscola. A loro va il nostro migliore augurio di riuscire nell'impresa.

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