Lisbeth Salander: un'eroina dei giorni nostri

Il 21 dicembre è uscito nelle sale americane il rifacimento statunitense del film "Uomini che Odiano le Donne", tratto dal primo libro della trilogia di Millenium, firmata Stieg Larsson; una storia che ha stregato milioni di lettori in tutto il mondo e che ha tenuto incollati anche gli occhi dei cinefili allo schermo.

E, benchè la storia sia conosciuta ormai da tempo, la figura chiave della trilogia non finisce mai di stupire: Lisbeth Salander, un'eroina nuova, una protagonista completamente diversa da tutto ciò a cui potevamo abituarci. Ci si affeziona a Lisbeth Salander, ma non nel modo consueto. Perchè lei è tutto, tranne che "consueta".

Nessuna perfezione, anzi: Lisbeth ha alle spalle una storia terribile, è sola e sa cavarsela meglio di chiunque altro anche in situazioni estremamente difficili. Dotata di un'intelligenza davvero fuori dal comune, sarà Lisbeth a tirare spesso fuori dai guai l'uomo della situazione, capovolgendo lo stereotipo della donna da salvare. Lisbeth però ha dei grossi limiti sociali, preferisce la solitudine alla compagnia e dimostra il suo affetto in modi non proprio convenzionali.

La bellezza poi è bandita: l'aspetto fisico di Lisbeth parla invece della sua personalità introversa e difficile, che però sotto lo strato di ferraglia, è in grado di amare con forza, benchè forse in parte inconsapevolmente. Insomma Lisbeth è una figura di donna lontanissima dai miti che hanno fino ad ora popolato il nostro immaginario collettivo: principesse, donne armate, donne da salvare, bellezze volitive ma pur sempre appiatite su una bidimensionalità piuttosto banale.

Lisbeth Salander invece è un personaggio a tutto tondo, che fa cose da uomo (è una hacker abilissima), ma che nasconde in ogni caso una sua personalissima femminilità; ah, e non dimentichiamoci che Lisbeth, nonostante il suo essere introversa, è molto libera nelle sue scelte sessuali, e quindi profondamente moderna.

Un personaggio impossibile da trovare nella realtà? Troppo contraddittorio? Io non credo. Credo invece che proprio in virtù di questa sua stranezza, si tratti di una figura davvero molto realistica, oltretutto dipinta magistralmente da Larsson in tutte le sue sfacettature.

Dunque la domanda è: ci piace Lisbeth come eroina contemporanea? Più o meno delle eroine a cui siamo sempre state abituate? Potrebbe diventare un modello per le donne moderne?

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