Zhè, da Taiwan i mobili sostenibili con la canna da zucchero

Nella lavorazione della canna da zucchero, la parte fibrosa della pianta, pari ai 3/10 di tutta la materia prima impiegata nel processo di produzione, rimane inutilizzata. Per sfruttare le potenzialità racchiuse in questi scarti, particolarmente abbondanti viste le vaste piantagioni presenti nel proprio paese d’origine, gli studenti taiwanesi Hen Wei-Che e Chung Yo-Hsun hanno dato

di giulia


Nella lavorazione della canna da zucchero, la parte fibrosa della pianta, pari ai 3/10 di tutta la materia prima impiegata nel processo di produzione, rimane inutilizzata. Per sfruttare le potenzialità racchiuse in questi scarti, particolarmente abbondanti viste le vaste piantagioni presenti nel proprio paese d’origine, gli studenti taiwanesi Hen Wei-Che e Chung Yo-Hsun hanno dato vita alla serie Zhè, che include una sedia ed una scrivania rivestite di una pasta composta da questo materiale.

Triturata e seccata, la fibra della canna viene lavorata con la resina e applicata a strati su preesistenti mobili in legno. L’effetto, volutamente artigianale, ricorda alcuni lavori di Nacho Carbonell per il gusto primitivista. Carina la versione della lampada elettrificata sul piano della scrivania, capace di accendersi e colorare in maniera un po’ imprevista il ruvido gusto altrimenti total white.

Via | Designboom

Zhè, la collezione ottenuta con gli scarti della canna da zucchero

Zhè, la collezione ottenuta con gli scarti dello zucchero di canna
Zhè, la collezione ottenuta con gli scarti dello zucchero di canna
Zhè, la collezione ottenuta con gli scarti dello zucchero di canna

Zhè, la collezione ottenuta con gli scarti dello zucchero di canna
Zhè, la collezione ottenuta con gli scarti dello zucchero di canna
Zhè, la collezione ottenuta con gli scarti dello zucchero di canna

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