Vi presentiamo una raccolta di belle frasi tratte dalle canzoni di Gazzelle: da Non sei tu a Vita Paranoia, passando per Idem.

Anche se la sua carriera ha spiccato il volo in tempi relativamente recenti, Gazzelle è riuscito a farsi amare e apprezzare da fan di età diverse. Le sue canzoni, d’altronde, lasciano un segno: da Scintille a Ora che ti guardo bene, passando per Non lo dire a nessuno. Vi presentiamo una raccolta di frasi tratte dai suoi brani più belli.

Frasi tratte dalle canzoni di Gazzelle

All’anagrafe Flavio Bruni Pardini, Gazzelle ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica a 22 anni. Il grande debutto, però, è arrivato nel 2015, quando ha pubblicato il singolo Quella te, seguito l’anno seguente dal primo album intitolato Superbattito. Da questo momento in poi, la carriera dell’artista è stata un continuo crescendo. Ai fan ha regalato tanti brani: da Scintille a Sopra, passando per Ora che ti guardo bene, Destri e Polynesia.

Di seguito, vi presentiamo una raccolta di belle frasi tratte dalle canzoni di Gazzelle:

  • Penso a quante volte non ti ricordavi neanche il mio nome. E invece adesso mi cerchi dentro tutti i concerti, dentro tutte le gocce quando piove. In una notte ubriaca su una bici rubata e non sei brava e sbagli strada. Mentre la testa ti esplode sali su un ascensore e torni a casa, e fai l’amore. (Coltellata)
  • È come fossimo ancora in due. Anche se siamo lontani, divisi in due. È come fossimo ancora qui. La tua bocca che sbadiglia, sul letto una tua ciglia. (Scintille)
  • E ho ritrovato me stesso, da solo in un cesso, davanti a uno specchio ho capito che, che tutto s’intreccia e alla fine si spezza, ma se non si spezza hai ragione te. (Idem)
  • Ti piacerebbe andare sulla luna? Portiamo un sacco a pelo e rimaniamo là. (Ora che ti guardo bene)
  • E non è colpa mia se tutta questa luce, luce, luce, non ti illumina più dentro casa mia. E non è colpa tua se tutti questi destri, destri, destri, al muro non ci fanno ritornare lì. (Destri)
  • Settembre è un mese perfetto per ricominciare, ma è tutto più bello se lo vedi da qui. Si, i miei occhi coi tuoi molto meglio di un film. (Settembre)
  • E mischio l’alcool con la Coca-Cola. E fidati non è una cosa buona. Ma fidati la vita non è buona. Per berla in una volta sola. (Vita Paranoia)
  • Mare, fammici stare bene. Dentro c’è tuttecose. Stiamocene io e te. Che stare male non vale. Se non lo puoi gridare. Portati via ‘ste cosе. Portale via con te. (Tuttecose)
  • E se il mondo finisse domani, se arrivassero gli americani, io vorrei stare con te. Sotto le bombe con te, mentre mi sparano e se arrivassero mille tsunami, se tornassero i tirannosauri, io vorrei stare con te. (Idem)
  • Ora che ti guardo bene sembri proprio come me e non so se è un male o un bene, ma sto meglio insieme a te. (Ora che ti guardo bene)
  • E allora sayonara. In questa notte amara mi perderò nei borderò, ci scriverò il tuo nome in blu, poi scappo in tour. (Sayonara)
  • In fondo con le mani potevi farci un sacco di cose, un sacco di cose. Il mio numero da chiamare. Portare fuori il cane. Ordinare da mangiare. (Sopra)
  • E poi, e poi, e poi. Ci ritroveremo ancora. E poi, e poi, e poi, come quando mi stai sopra. (Gazzelle)
  • Che cos’è che ti guardi? Non mi riconosci più. E però quella faccia me l’hai regalata tu. Come faccio a spiegarti che oramai non ti odio più, come faccio a aggrapparmi al fatto che non ti amo più. (Polynesia)
  • E ti ricordi che sapore ha? Quel bacio dato a vuoto sotto casa quando ridevi “ah, ah”. Mentre la luce di un lampione illuminava un fiore. C’è un gatto col tuo nome, miao, dove va? Ti piacerebbe stare sotto al sole, sdraiati in un balcone e rimaniamo là mentre la strada brucia male. Non ti farò del male. Ti giuro mai, mai. (Ora che ti guardo bene)
  • Non lo dire a nessuno. Quando sei felice e ti gira la testa. Che non importa a nessuno. Se tutto va bene e ti senti leggero. (Non lo dire a nessuno)
  • E forse faremo un figlio. All’isola del Giglio. Sopra una barca a vela. Fatta coi nostri vestiti tolti. (Sbatti)
  • Momenti in cui vorrei non morire mai, momenti che, lo sai, fermano il tempo. Momenti che non basta neanche un momento per vivere. (Scintille)
  • E forse andranno via tutte ‘ste cose come onde. Sopra la sabbia il sole scende e io sto peggio. Ma non t’ho visto e non t’ho detto mai. Che bello starsene seduti, sai. Noi due, una scia d’aereo e tutti muti – Sh. (Tuttecose)
  • Forse spero che tutto diventi meno brutto, ma per davvero, non come gli specchi dei negozi che sfinano tutto. (Non lo dire a nessuno)

Le citazioni più profonde dei brani di Gazzelle

Le canzoni di Gazzelle parlano di sentimenti, sia amore che amicizia, e forse è proprio per questo che sono riuscite a fare breccia nel cuore di ascoltatori di ogni età. Di seguito, un’altra selezione di frasi tratte dai suoi brani più profondi:

  • E sei stupenda quando parli, quando ridi e piangi. E sei stupenda quando guardi con quegli occhi grandi. E tutto il resto sembra diventare piccolissimo. (La prima canzone d’amore)
  • Ti ricordi di me? Abbiamo fatto scintille. Io mi ricordo e lo sai, pensavo fosse amore e invece erano guai. (Scintille)
  • Te l’ho già detto una volta, mi ricordavi il mare, le luci di Natale, gli schiaffi sul sedere e lo spazzolino uguale, la Panda manuale, bruciare in una notte come una cattedrale. (Destri)
  • I mille treni, i viaggi, gli aeroplani. Le nocche rotte, il sangue sulle mani. Ma quanta rabbia che chissà com’è. E pure. Le luci spente anche se fuori è notte. La testa mia chiusa nel pianoforte. Andiamo, Bruce. (E pure…)
  • Eccomi qua, a non capire niente e avere il capogiro perché non sono mica abituato, sai, a stare così bene che fa quasi schifo. Tutta la vita prima in cui non c’eri mai, che mi hai portato via da un lago nero e denso, ma era soltanto un brutto sogno se ci penso. Che stare insieme a te è come stare sul tetto dell’universo. (La prima canzone d’amore)
  • Quando la luce si infrange sopra alle tue guance mi ricordi il Messico. E i tuoi occhi, le spiagge, le tue gambe, due piante che vorrei innaffiare un po’. (Una canzone che non so)
  • E non c’è niente che io possa fare, quanto sto bene quando vivo male, quando cammino solo nel quartiere, quando ti vedo attraverso un bicchiere che assomiglia a una rivoluzione, ad un segreto che non si può dire, ad un boato dopo un’esplosione, ad un reato senza punizione. A quella voglia matta di dormire, a quella voglia matta di svenire, addormentarmi dove il sole muore eh. (Vita Paranoia)
  • Che è tutta la vita che parlo di te, pure quando aprivo staccavo alle tre. E tu moriresti per stare con me. È assurdo, ma anch’io, idem. (Idem)
  • E mischio gli occhi tuoi con le lenzuola. E fidati non è una cosa buona, ma fidati la vita è così buona se resti tra le mie lenzuola. (Vita Paranoia)
  • Che non ti salva nessuno se corri veloce più forte del vento, che non ti sposta ma tremi, come un’antenna sul tetto, come quando mi odiavi e mi strillavi tutto. (Non lo dire a nessuno)
  • Un’altra settimana, Repubblica mi chiama. Le cose che non dico, le dico solo a mamma. Comunque vada accannami. La mia vita è fatta di giorni vuoti e staccati prima che mi stacchi, che tutto si rovini, prima che il sole arrivi. Prima che i tuoi sorrisi diventino sospiri, prima che te ne vai, promettimi se vai. Che non ritornerai, “Flavio, dai, Flavio, dai, Flavio, dai”. (Flavio)
  • Come quando ti spogli vado fuori di testa ma vorrei sparire un po’. Come quando ti arrabbi e strilli dalla finestra una canzone che non so. (Una canzone che non so)
  • Io mi sono bevuto tutto, tutto, tutto. Ho preso tutte le mie bugie, tre litri e mezzo di malinconie, la spazzatura delle tue follie, le mie. (Non lo dire a nessuno)
  • Che mi hai tirato su quando sembravo un puzzle e sai disinnescarmi quando faccio il pazzo, che stare insieme a te è come stare su un razzo, verso lo spazio. (La prima canzone d’amore)
  • Delle cose che dici ne conosco la metà. E di tutti i tuoi amici me ne importa la metà. E di quello che ho dentro te ne ho dato la metà. E di quello che ho perso, tu ne hai vinto la metà. (Polynesia)
  • Te l’ho già detto una volta, mi ricordavi il mare. Gli occhiali di mia madre, le quattro del mattino. Le Winston Blue smezzate, le facce come zombie. Svegliarti mentre dormi, come le cazzo di zanzare. (Destri)
  • E ti ricordi com’è che si fa? La vita mescolata insieme e poi divisa di nuovo a metà. (Ora che ti guardo bene)
  • I sogni buttati, gli inverni gelati. I cuori spaccati e le crisi mentali. Passerà. (E pure…)
  • E che ne sanno gli altri di quando tornavamo tardi pieni di graffi. Che ne sanno gli altri di quando ridevamo come matti. E che ne sanno gli altri di quando correvamo come pazzi. E che ne sanno gli altri degli occhi nostri mescolarsi e diventare gialli, gialli. (Non sei tu)

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ultimo aggiornamento: 04-07-2024