Marina Abramovic: ecco quali sono le performance più estreme e particolari della madrina delle arti performative.

Con una lunga carriera alle spalle, Marina Abramovic è il nome rappresentativo delle arti performative. Tante le sue performance, ma solo alcune si possono considerare davvero estreme: ecco quali sono e quando sono andate in scena.

Marina Abramovic: le performance più estreme

Classe 1946, Marina Abramovic è un’artista serba, conosciuta in tutto il mondo con il soprannome Godmother of Performance, ossia la madrina delle arti performative. Nel corso della sua lunga carriera, ha portato in scena opere uniche, talvolta estreme, con lo scopo di esplorare la relazione tra il creatore e il pubblico, oltre i limiti della mente e del corpo.

Una delle performance più estreme è Rhythm 0, l’ultima delle serie Rhythm, andata in scena tra il 1973 e il 1974. L’esibizione aveva lo scopo di mettere alla prova i limiti sociali e il libero arbitrio, ma qualcosa è andato storto e Marina ha rischiato la vita. La Abramovic, immobile per sei ore all’interno di una stanza, aveva al suo fianco un tavolo con ben 72 oggetti. La richiesta agli spettatori era chiara: “Sul tavolo ci sono settantadue utensili che possono essere usati su di me come meglio si ritiene. Io sono l’oggetto“.

Tra gli oggetti c’era anche una pistola e un visitatore pensò bene di caricarla e puntarla contro l’artista. Fortunatamente, le guardie del museo si intromisero, gettando l’arma dalla finestra e interrompendo la performance.

Un’altra performance estrema si intitola Imponderabilia ed è stata realizzata nel 1977 insieme allo storico compagno Ulay. Presentata presso la Galleria d’arte moderna di Bologna, ha visto i due completamente nudi ai lati di una porta stretta, unico accesso alla struttura. Per entrare, i visitatori sono stati costretti a passare tra i loro corpi, toccandoli e scegliendo se affrontare il lato femminile o quello maschile.

Ecco il video di Rhythm 0:

Marina Abramovic: performance estreme, ma molto profonde

Una performance estrema, ma emotivamente impattante si intitola Rest Energy. Datata 1980, ha visto ancora una volta come protagonisti Marina Abramovic e Ulay. I due erano l’uno davanti all’altra e lui tendeva la corda di un arco, con la freccia puntata verso il cuore di lei. L’esibizione è durata ben quattro minuti e venti secondi. A renderla ancora più particolare gli amplificatori disposti nella sala, che hanno reso possibile l’ascolto della respirazione e del battito cardiaco accelerato dell’artista.

Insieme per 12 anni, sia nel lavoro che nella vita privata, Marina e Ulay hanno deciso di lasciarsi proprio durante una performance. Si intitola The Lovers: The Great Wall Walk ed è datata 1988. Hanno camminato lungo la Muraglia cinese dai due poli opposti, per incontrarsi dopo novanta giorni, a metà strada, e dirsi addio.

Infine non possiamo evitare di citare The artist is present, andata in scena nel 2010. Presentata per la prima volta al Museum of Modern Art (MoMA) di New York, ha visto la Abramovic seduta ad un tavolo con una sedia vuota davanti a sé. A turno, i visitatori hanno potuto sedersi davanti a lei e osservarla, in assoluto silenzio. La performance, della durata di 8 ore al giorno, per un totale di 736 ore in tre mesi, ha raggiunto l’apice quando nella sedia vuota si è seduto Ulay: una sorpresa inaspettata, un momento di grande emozione per entrambi.

Ecco il video che immortala l’incontro tra i due ex compagni:

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ultimo aggiornamento: 20-06-2024