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Maternità

Olimpiadi Londra 2012: la gravidanza di Belen Succi scatena le ire di Luciana Aymar

pubblicato da Ran in: Maternità Donne

Primo piano Aymar

Le argentine, ne abbiamo una certa esperienza, sanno far parlare di sé. Ma fuori dal gossip di casa nostra che ha visto sollevarsi le tribune pro e contro la Rodriguez, c’è un’altra Belen che si è tirata addosso giudizi negativi, decisamente eccessivi, di una sua collega. La Belen in questione è la Succi, portiere della nazionale femminile argentina di hockey sul prato. La sua colpa? Essere rimasta incinta in prossimità delle Olimpiadi di Londra 2012 e, quindi, di non potervi partecipare.

Chi la accusa? Luciana Aymar, compagna della Succi, vera e propria star della squadra e personaggio pubblico molto in vista in patria e all’estero (qualcuno ricorderà che per quattro anni è stata eletta miglior giocatrice di hockey sul prato del mondo). La Aymar, tradendo una certa insensibilità, sarebbe andata su tutte le furie alla notizia della gravidanza dell’amica e si sarebbe lasciata scappare un “poteva anche aspettare tre mesi”. Non contenta avrebbe rincarato la dose puntando sui sensi di colpa, facendo capire di aver messo la squadra in una brutta condizione.

Che dire, in Argentina le sue dichiarazioni, rilasciate al quotidiano Ole, hanno fatto scalpore, facendo pensare a una solenne caduta di stile della “Maga”, come è stata chiamata grazie alle grandi doti tecniche . Insomma, Luciana sarà anche un vulcano sul campo da gioco, ma quanto a diplomazia (e a solidarietà femminile!) la ragazza lascia un po’ a desiderare. Voi che dite?

Via | eurosport.yahoo.com
Foto | Flickr

Fumetto Doonesbury sull'aborto censurato in Texas

pubblicato da Francesca Camerino in: Maternità Politica Società

Fumetto sull' aborto censurato in Texas

Garry Trudeau, il popolare autore della striscia a fumetti satirica Doonesbury, pubblicata su quasi 1400 giornali nel mondo, ha preso di mira e reso ridicola la legge del Texas sull’aborto, conosciuta come HB-15. Le vignette scatenano la polemica negli States, e i giornali texani le censurano.

Nel fumetto, una ragazza si reca in una clinica per un aborto e viene fatta accomodare dalla segretaria nella “stanza della vergogna”. Secondo la legge texana le donne che vogliono interrompere una gravidanza, anche se provocata da stupro, devono sottoporsi a un’ecografia.

Lo scopo sarebbe sensibilizzarle nei confronti del feto, per convincerle a non abortire, ma secondo Trudeau si tratta di violenza sessuale. In effetti secondo l’autore, che ha rilasciato un’intervista al Washington Post, la donna “è obbligata a sottoporsi a un esame vaginale con una sonda di plastica di oltre 25 centimetri”, che assomiglia molto ad uno stupro, non vi pare? La normativa pensata dai repubblicani vuole scoraggiare gli aborti utilizzando un’altra forma di violenza. E poi, perchè colpevolizzare in questo modo la donna?

Foto | A2.sphotos

Pancioni finti impazzano su internet

pubblicato da Sexyvia in: Maternità Accessori


Un fenomeno quanto meno strano ha preso piede negli ultimi tempi nella parte orientale del mondo: uno degli articoli più venduti su internet secondo il ChinaNews.com sarebbe il “pancione finto”. E la domanda sorge più che spontanea: perchè??

Esigenze di spettacolo a parte, molti sostengono di acquistare i finti pancioni per scherzo, ma alcune dichiarano di voler provare in anteprima alcune sensazioni della gravidanza. Oppure sono in molte a voler tentare di bypassare code e file varie, con la scusa del pancione??

I venditori parlano di un prodotto versatile e personalizzabile: il pancione finto può essere scelto infatti in tre diverse misure (corrispondenti al secondo trimestre, all’ultimo trimestre e all’ultimo mese di gravidanza), e presentare caratteristiche del tutto verosimili, a cominciare dal color carne per finire con le confortevoli sensazioni tattili.

Non siete ancora abbastanza sbalordite?? Bene, allora parliamo dei prezzi: tra i 79 e i 252 dollari, passando per modelli da 109 o 125 dollari. Insomma non si tratta di “accessori” propriamente economici e soprattutto, tolte le già nominate esigenze di spettacolo, non si riesce a capirne l’utilità. E allora perchè spopolano così tanto??

Via | PeopleDaily

La destigmatizzazione dell'infertilità femminile: non avere figli non è una colpa

pubblicato da Sexyvia in: Salute Maternità

Secondo questo articolo di Yahoo è in crescita una sorta di movimento votato alla destigmatizzazione dell’infertilità femminile. Blog, community, libri, sono nati e cresciuti per dare voce a tutte quelle donne che pur avendo tentato di combattere l’infertilità non ci sono riuscite.

Il dito puntato dalla società sarebbe ancora lo stesso da decenni: “se non sei fertile, sei pressochè inutile”. O giù di lì. Almeno è così che sembrano sentirsi le donne impegnate in questa sorta di associazione; o se non inutili, quantomento rifiutate come oggetti improduttivi. Addirittura chi dopo anni di cure non riesce a trovare la soluzione al problema, si sente stigmatizzata come “reietta”.

L’obiettivo delle donne protagoniste di queste disavventure (è giusto chiamarle tali?O è già una stigmatizzazione?) è quello di trasformare l’infertilità femminile da una sorta di “colpa” a una condizione medica da accettare, come qualunque altra. Effettivamente sembra che siano in molti a colpevolizzare le donne che non riescono ad avere figli, accusandole nella maggior parte dei casi di aver aspettato troppo a favore di una florida carriera. In realtà non siamo tutte uguali e la natura a volte è ingiusta.

Non avere figli per chi li desidera è sicuramente una grande sofferenza, ma proprio per questo si dovrebbe evitare di trasformare un destino talvolta ingiusto in una cosa di cui vergognarsi, è roba da Medioevo. Per questo sottoscrivo e sostengo le donne che appartengono a questo movimento: destigmatizziamo l’infertilità femminile. Ci si può sentire donne complete nonostante questa “condizione medica”. Si tratta semplicemente di un’altra “normalità” rispetto a quella della fertilità; più dolorosa, più difficile da accettare, ma pur sempre da non giudicare, nè tantomeno da condannare.

Foto | Flickr

Mummy Tummy Pregnancy Simulator, un gioco per simulare la gravidanza

pubblicato da Sexyvia in: Maternità Gadget


Al Tokyo Game Show 2011 è stato appena presentato un gioco molto, molto particolare: si chiama Mummy Tummy Pregnancy Simulator, è prodotto dal Kanagawa Institute of Technology e promette una simulazione di gravidanza. Sì, avete capito bene: questo “gioco” vuole imitare la condizione fisica che accomuna le donne durante quei fatidici 9 mesi prima della nascita di un bebè.

Il gioco si avvale dell’utilizzo di una “protesi” da indossare naturalmente sulla pancia: questa speciale giacca può raggiungere le dimensioni di una 37esima settimana in due minuti ed è provvista al suo interno di palloncini gonfiabili, acqua calda e corpi vibranti.

Perchè la simulazione non si limita soltanto a far comprendere le dimensioni e il peso di un’ipotetica gravidanza, ma anche il calore che il feto trasmette al corpo nonchè in un secondo momento la comunicazione fra mamma e bambino: arrivati a un certo punto infatti, il “cuscino” posto sulla pancia comincerà a rispondere agli stimoli esterni, comunicando con la “mamma”, mandando calci e spostandosi.

Ok, tralasciando il fatto che solo dall’Oriente poteva arrivare un’invenzione simile, l’unica cosa veramente giocosa di tutto ciò è la possibilità di utilizzare questa simulazione sui maschietti; per il resto, nulla può sostituire le sensazioni di una gravidanza vera, nel bene e nel male; dunque bando alle cance: se volete provare quelle stesse emozioni non vi resta che un’unica strada, e non c’è bisogno che sia io a indicarvela…

Via | Gizmodiva

Modi alternativi per dire a vostro marito che è in arrivo un bebè...

pubblicato da Sexyvia in: Maternità Gadget

Probabilmente alla ricerca di un modo alternativo, simpatico e poco traumatico per comunicare a suo marito di essere incinta, la proprietaria dell’iPad nell’immagine ne ha (involontariamente??) trovato uno forse autoreferenziale, ma sicuramente d’effetto.

Un effetto che forse al marito è costato un colpo al cuore per qualche secondo, ma che ha saputo andare dritto al punto: peccato che il malcapitato avesse preso in mano l’iPad della moglie soltanto per giocare ad Angry Birds e si sia ritrovato davanti una pagina di Google con i risultati dell’ultima ricerca effettuata dalla consorte.

“Modi carini per dire a tuo marito che sei incinta”: la ricerca recitava più o meno così. Ora sappiamo che il marito ha saputo, eccome se ha saputo. Le infinite possibilità della tecnologia…

In fondo comunque è stato meglio così: pensate se il malcapitato avesse trovato sull’iPad della moglie la foto dell’amante…non si sarebbe sentito peggio???

Pancioni artistici: che opera d'arte scegliereste per la vostra gravidanza?

pubblicato da Sexyvia in: Maternità Cultura


Non è la prima volta che mi capita di imbattermi in un connubio fra arte e gravidanza, fra disegni, colori e pancioni: il 10 settembre scorso a Pechino un gruppo di donne incinte ha partecipato ad un’iniziativa molto colorata che le ha viste disegnare simpatici soggetti sui loro bellissimi pancioni.

Come detto non si tratta di un’idea totalmente nuova: la body painter Julia Francis si concentra spesso sui pancioni infatti, anche se le sue opere coinvolgono tutto il corpo femminile (le pance però sono il punto focale in questi casi).

Per puro gioco ho visto anche alcune mie amiche puntare una certa attenzione artistica sui loro pancioni: dite che la magia fra mamma e bambino che si crea durante la gravidanza ci potrebbe condurre verso una vera e propria forma d’arte? Nuova ma poi nemmeno tanto, vista l’antica usanza di dipingere i corpi (ancora in voga fra alcune popolazioni indigene)??

Dunque richiamo atavico, con un pizzico d’istintualità, spiccate capacità artistiche o semplice voglia di apparire? A chi piacciono i pancioni dipinti e chi invece li trova assolutamente sconvenienti? Intanto guardatevi le immagini delle mamme di Pechino e quelle dell’artista Julia Francis e poi diteci cosa ne pensate di possibili titoli d’opera in stile “Ape su pancia”…

Ragazza di 15 anni condannata per un aborto spontaneo

pubblicato da Sexyvia in: Maternità Società

L’aborto è sinonimo di omicidio? Per alcuni sì; per altri è un diritto, una scelta; per altri ancora si tratta di un destino non desiderato, ma che comunque bussa alla porta e che non si può rimandare indietro. Eppure, anche in quest’ultimo caso, c’è chi considera l’aborto un omicidio, nonostante la sua “spontaneità”.

L’ultimo caso in ordine cronologico a dimostrarci questa orribile realtà, è quello di una ragazza di 15 anni che nel Mississipi è stata condannata all’ergastolo appunto per un aborto spontaneo. L’assurdità di questa situazione è stemperata, almeno secondo chi l’ha giudicata meritevole di una simile condanna, dal fatto che la ragazza ha assunto della cocaina durante la gravidanza; clinicamente, tuttavia, non è stata rilevata alcuna connessione certa tra l’assunzione di droga e la morte del feto; dunque per questa giovane donna si è trattato di affrontare un vero e proprio processo alle intenzioni, finito anche molto male.

Intanto del presunto padre nessuno ha parlato: la colpa, ammesso che ne esista una, è soltanto della madre; in secondo luogo, leggendo questa notizia mi sono sentita catapultata di colpo indietro nel tempo, con un’aggravante, che serpeggia come un malessere fra le mie viscere: la consapevolezza, in quanto specie, di aver raggiunto un certo grado di maturità a livello umano e intellettivo, e la spaventosa certezza di averlo calpestato, non tanto per tornare letteralmente indietro, quanto per passare addirittura oltre; un oltre che, a questo punto, si prospetta come un futuro ancora peggiore, orrido e buio, pesante e soffocante.

Un futuro dove le donne incinte perdono il diritto di esistere come esseri umani a sè stanti, per rivestire il ruolo di creature esclusivamente legate alla procreazione. E la mia domanda è: in un futuro del genere, chi sceglierà di avvalersi di quel diritto che tanto faticosamente abbiamo ottenuto, vale a dire l’interruzione intenzionale di gravidanza, di cosa dovrà essere accusata?? Riesco a trovare una sola parola per tutto questo: inconcepibile. E, guarda caso, si tratta di un aggettivo che non si discosta da questa stessa area semantica…

Via | Alternet

Foto | Flickr

Gravidanza virtuale per uomini: così capite com'è

pubblicato da Rosaria Mostaccio in: Maternità

Ci sono cose di noi donne che un uomo non potrà mai capire. Tra queste ci sono le nostre lune improvvise, i dolori mestruali, la capacità di fare cento cose contemporaneamente, la necessità fisica di possedere l’ennesimo paio di scarpe. La lista è lunga, ma tra le molte voci spicca senza dubbio la gravidanza. Perché gli uomini si facciano una vaga idea di cosa significhi avere le nausee ogni mattina, camminare con una zavorra, avere un peso sullo stomaco che non è affatto metaforico è stato ideato un sistema che simula alcune delle sensazioni di una gravidanza.

Naturalmente noi sappiamo che aspettare un bambino non si riduce alle mere sensazioni fisiche, alcune delle quali non fastidiose ma magnifiche e sorprendenti, nel vedere il nostro corpo cambiare per ospitare una nuova vita, nel sentirla crescere e muoversi dentro di noi. Ma la scienza non è ancora arrivata fin lì. I futuri papà curiosi di capire possono appena assaggiare la sensazione puramente fisica di un pallone pieno d’acqua che risponde agli stimoli e si espande e si contrae, dando una realistica anche se approssimata idea di come sia la gravidanza al nono mese.

Peccato che manchi la simulazione di tutti i nove mesi precedenti. In due minuti che si capirà mai? Ci sono cose di noi donne che un uomo non potrà mai capire, si diceva. La gravidanza, a dispetto delle diavolerie tecnologiche, è destinata a rimanere tra queste.

Via | TheFrisky

Tette di maglia da una nonna sprint per aiutare le mamme a imparare l'allattamento

pubblicato da Sexyvia in: Maternità Gadget Maglia&Crochet


Se vostra nonna realizza maglioni e sciarpe di lana, lavorando incessantemente a maglia, non vi stupirete del fatto che questa donna di Birmingham, tale Coral Charles-Dunne, a 91 anni passi ancora l’intera giornata a sferruzzare, e precisamente dalle sei a mezzanotte.

Vi potrebbe stupire però l’oggetto dei suoi lavori, o meglio uno dei tanti che durante la giornata la nonnina si impegna a realizzare: si tratta di vere e proprie tette a maglia, in diverse sfumature di rosa e in tante dimensioni, adatte a imitare il seno di diverse donne.

Perchè tutto questo, vi chiederete a questo punto?? No, per quanto sprint e giovanile, la nonnina in questione non ha nessuna perversione sessuale (davvero??); in realtà le sue tette di maglia servono per insegnare alle future neomamme qualcosa in più sull’allattamento.

Il suggerimento a creare questi manufatti è arrivato da una volontaria conosciuta in chiesa dalla nonnina, la quale, essendo propensa alla beneficenza, ha subito accettato. Il gesto è nobile, considerando che per ogni tetta la donna impiega 2 ore di lavoro…Non vorremmo sapere però cosa ne sarebbe di queste tette di maglia se finissero nelle mani dei padri…

Via | Newslite