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Psicologia

Il traguardo femminile per l'autostima? 35 anni, dicono

pubblicato da Ran in: Donne Psicologia

35 anni l'età perfetta per le donne

La CC marchio americano di abbigliamento ha condotto una ricerca su donne over 30 dove le intervistate hanno indicato i 35 anni come età d’oro. Un suo portavoce commenta che i risultati non stupiscono più di tanto, in quanto il periodo che va dai venti ai trent’anni sarebbe caratterizzato, per le donne, da una ricerca della propria identità e del proprio stile. I trentacinque, al contrario, sono visti come anni in cui la personalità si è già formata e consolidata e, quindi, rappresentano un traguardo di serenità e autostima.

Riassumiamo l’exploit di CC. A vent’anni sei bella, giovane e scaleresti il mondo sui tacchi a spillo, ma sei penalizzata dall’insicurezza circa le tue potenzialità. Dopo i trenta, in barba alle prime rughette d’espressione, hai fiducia in te stessa e nelle tue possibilità, sai come valorizzare i tuoi punti di forza e sei consapevole delle tue debolezze. Solo io ci leggo una certa superficialità e leggerezza in questa visione?

Come diceva la Mannoia “siamo così dolcemente complicate” che dividerci in sicure e insicure attraverso una netta linea di demarcazione rappresentata dall’età, appare un pochino riduttivo. L’autostima si conquista con l’esperienza che facciamo con noi stesse, siamo d’accordo, ma arrivarci prima o dopo è solo una questione di circostanze e di singole teste. E aggiungo, non è neppure scontato che ci si arrivi.Le ricerche fatte dai brand per capire il proprio bacino di utenza sono sacrosante, per carità, ma qui si livella troppo, davvero troppo. Voi che ne pensate?

Via | Lifestile.yahoo.com
Foto | Flickr

Amicizia tra uomo e donna: c'è vero interesse ad essere amici?

pubblicato da Francesca Camerino in: Amore Amicizia Differenze tra uomo e donna Psicologia

Amicizia tra uomo e donna: c'è vero interesse ad essere amici?

Per Harry, uno dei due protagonisti del film “Harry ti presento Sally”, l’amicizia tra uomo e donna non esiste. Sono d’accordo con lui, almeno non ho mai avuto esperienze di amicizia del genere che sia rimasta tale, e abbia resistito nel tempo.

Ma per i ricercatori della University of Wisconsin-Eau Claire negli Stati Uniti, il problema da porsi è un altro. Non è interessante sapere se questo tipo di amicizia è possibile, ma se gli uomini e le donne abbiano interesse ad essere amici. Studiando i rapporti di amicizia di oltre 400 adulti, gli psicologi hanno scoperto che più l’attrazione tra amici di sesso opposto è forte, meno felici sono le relazioni ufficiali di ciascuno dei due.

“Nella maggior parte dei soggetti con amici di sesso opposto c’è sempre un minimo di attrazione nei confronti dell’altro, anche quando i soggetti dicono che il loro rapporto é del tutto platonico”, afferma il responsabile della ricerca, il professore di psicologia April Bleske Rechek.

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I pronomi durante gli speed date: l'importanza del linguaggio per acchiappare

pubblicato da Sexyvia in: Amore Psicologia

Dating

Continuo a sentir parlare degli speed date, ma non sono ancora riuscita a parteciparvi, se non altro per interesse sociologico. Si fanno incontri interessanti? Si riesce a stabilire un contatto? Oppure è soltanto un modo per divertirsi e fare casino?

Francamente non ho gli elementi per rispondere; ma posso dedurre che si tratti di fenomeni intriganti, dato che vengono talvolta analizzati come situazioni “campione” per tentare di comprendere certi fenomeni sociali. Ad esempio tale James Pennbeaker, psicologo della University of Texas Austin, ha utilizzato gli speed date come banco di prova per capire l’importanza del linguaggio durante gli episodi di dating.

E quel che ha scoperto sembra avere, a prima vista, dell’incredibile: ci sarebbe infatti un elemento in particolare a fare la differenza in un incontro, a decretarne il successo o l’insuccesso. Difficile anche solo da immaginare: i pronomi. L’utilizzo dei pronomi da parte delle persone coinvolte in un “primo” appuntamento sarebbe fondamentale per capire se la storia ha qualche possibilità di sopravvivere.

Sarebbero anche altri gli elementi del linguaggio considerati importanti, come gli articoli o le preposizioni; secondo Pennbeaker tutto dipende dal fatto che quando ci piace una persona, automaticamente cambiamo il nostro modo di parlare ed è inutile pensarci razionalmente, perchè la cosa accadrà a livello inconscio. Io penso invece che l’uso della lingua in modo corretto sia indispensabile durante un primo appuntamento, a meno che l’unico obiettivo di un incontro non siano disquisizioni filosofiche e diatribe dialettiche, ma altre faccende che non richiedano necessariamente una certa padronanza del linguaggio parlato. Voi cosa ne pensate?

Via | Gizmodo

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Ginecologo americano afferma: il punto G esiste davvero

pubblicato da Drew in: Erotismo Donne Psicologia

il punto g esiste Il dottor Adam Ostrzenskim, dell’Istituto di Ginecologia di St. Petersburg, in Florida, afferma di aver riscontrato “l’esistenza anatomica” del famoso punto G, ossia la sede del piacere delle donne. Per il medico, si tratta di un’area ampia meno di un’unghia.

La scoperta del dottor Ostrzenski è stata riportata su Journal of Sexual Medicine e parla di una struttura a secco collocata sulla membrana perineale, di domensione 8,1 mm x 3,6 mm.

Dichiara il ginecologo:

Questo studio conferma l’esistenza anatomica del punto G, e si tratta di una scoperta che porterà ad una maggiore comprensione della funzione sessuale femminile.

Il nome “punto G” deriva dal nome del ginecologo tedesco Ernst Grafenberg, che sostenne di aver scoperto la sede del piacere femminile nel 1950. La sua teoria è stata da allora mantenuta da tutti i terapisti della sfera sessuale, e ancora oggi si ritiene che alcune donne abbiano bisogno di un vero e proprio coaching per individuare il punto G in modo da sperimentare davvero i piaceri del sesso. Se la tesi del dottor Ostrzenski verrà unanimemente confermata, il 53,9% di donne che ha dichiarato di aver simulato l’orgasmo con il proprio partner avrà la conferma che l’assenza di piacere non è necessariamente da addursi al sesso debole della coppia.

Via | Telegraph
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Le donne preferiscono carriera e ufficio più degli uomini

pubblicato da Drew in: Lavoro Differenze tra uomo e donna Psicologia

Donne in carriera preferiscono l'ufficio alla famiglia

Cosa vuole una ragazza? Romanticismo, matrimonio, figli. Questo almeno è l’immaginario comune. Secondo il Los Angeles Times, tuttavia, sempre più spesso le donne mettono al primo posto la carriera - ancor più di quanto non facciano i maschietti.

I risultati di un sondaggio riportato dal Pew Research Center dicono che due terzi delle donne tra i 18 e i 34 anni dichiarano che avanzare professionalmente e guadagnare un bel po’ di quattrini è una delle priorità più importanti della loro vita - se non addirittura la più importante in assoluto. Soltanto quindici anni fa, solamente il 56% delle giovani donne rispondeva allo stesso modo. Per quanto riguarda le donne più adulte, la carriera trova altissime aspettative nel 42% di loro, con un aumento di oltre il 15% rispetto al 1997. Gli uomini dai 35 ai 64 anni, d’altro canto, non hanno mai cambiato le loro opinioni in merito: tanto una decina d’anni fa quanto adesso, 4 su 10 vivono per il lavoro. Si ritiene che l’aumento delle donne focalizzate esclusivamente sulla carriera sia legato all’incremento della loro presenza nelle aziende. Nel 2010, ben il 46,7% del mercato del lavoro era rosa, contro il 46,2% del 1997 e il 38,1% del 1970.

Il Los Angeles Times sostiene anche che le donne sono in generale più colte dei colleghi maschi, e che nonostante questo, le posizioni manageriali siano ancora quasi esclusivamente occupate dagli uomini. Lo stesso vale per gli stipendi, maggiori per i signori e decisamente inferiori per le donne.

La crisi economica generale degli ultimi anni ha danneggiato le donne più di quanto abbia fatto con gli uomini. Un paradosso, se si pensa che negli USA la recessione è chiamata “Mancession” perché colpisce settori prevalentemente maschili come la manifattura e l’edilizia. Ora che, lentamente, gli USA si trascinano fuori dalla crisi e il mercato del lavoro sembra stabilizzarsi, le donne che cercano il successo nella carriera sono ben l’80%, anche se consapevoli che dovranno mettere da parte la famiglia. Almeno per un po’.

Via | Los Angeles Times
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Ancora una donna-Barbie, è vera o falsa?

pubblicato da Drew in: Donne Cultura Psicologia

La Barbie umana si chiama Valeria ed è ucraina

Si chiama Valeria Lukyanova, ha 21 anni ed è l’incarnazione della bambola più famosa al mondo, la Barbie. O, perlomeno, così si definisce.

In effetti, a guardarla, una certa somiglianza c’è: il sottilissimo vitino di vespa, il seno prosperoso, gli occhi azzurro ghiaccio e, naturalmente, i capelli biondi. Sono in molti a contestare la naturalità delle sue forme, ma Valeria non se ne cura. Dopotutto è avvolta da un alone di mistero: non vi è certezza che abbia chiesto l’aiuto del chirurgo plastico e neppure quello di Photoshop. Quello che è certo, è che è diventata famosissima in Russia - ma non solo, visto che di lei parla anche la ABC - proprio per la sua innegabile somiglianza con la Barbie.

Valeria ha letteralmente tappezzato il suo profilo Facebook con fotografie in cui appare con gli occhioni azzurri spalancati, ritratta in ambienti sempre diversi ma sempre clamorosamente simili a quelli inventati dalla Mattel. Una strategia che ha avuto successo, considerati gli oltre 8000 fan. In effetti, una strategia così azzeccata da risultare quasi irrealistica, al punto che qualcuno si domanda se la Lukyanova esista davvero o se l’intera storia non sia altro che una gigantesca bufala.

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Reborn Dolls, bambole che sembrano bambini veri

pubblicato da Sexyvia in: Figli Gadget Psicologia

Reborn dolls

Forse lo sapevate già (o forse no, come la sottoscritta), ma c’è un fenomeno che da qualche tempo sta prendendo piede in tutto il mondo: passa sotto il nome di “Reborn Dolls” e ha qualcosa di estremamente inquietante.

In pratica esistono negozi specializzati in grado di produrre bambole decisamente realistiche, che assomigliano molto a bambini veri: attraverso processi particolari e molto curati, tali bambole riescono ad assumere caratteristiche decisamente verosimili, nemmeno ci si trovasse dentro a un libro di Zafon.

E le sensazioni veritiere non sono solo visive, ma anche tattili, laddove il peso della testa delle bambole è lo stesso di quello dei bambini veri, oppure laddove il battito cardiaco viene sostituito da uno elettronico, ma del tutto simile a quello vero.

Naturalmente le clienti di questi negozi sono tutte donne e spesso si tratta di mamme che hanno subito lutti molto pesanti; soltanto mi chiedo: davvero un surrogato del genere può servire a qualcosa? O potrebbe soltanto peggiorare le cose? In tutto questo intravedo soltanto molto dolore; e forse la perfidia di chi se ne approfitta…

Via | Mirror

Un'altra ragazza-Barbie...

pubblicato da Sexyvia in: Bodycare Psicologia

Ragazza Barbie

Abbiamo già parlato di ragazze che vogliono a tutti i costi assomigliare a idoli di plastica: dalla donna inglese che si è rifatta mille volte per assomigliare alla Barbie fino a quella di Singapore che vuole per forza sembrare un cartone animato.

In questa immagine c’è un’altra ragazza della serie: questa volta niente bisturi di mezzo, ma tanto trucco, un viso che probabilmente aiuta e un abbigliamento consono allo scopo. Quello di assomigliare (di nuovo) a una Barbie. E la ragazza mi sembra anche riuscirci, tenendo poi conto del fatto che pare presentarsi così al mondo ogni giorno.

Il fatto è che in casi come questo (e forse ne esistono più di quanti ne possiamo immaginare…) non si tratta più di questioni di estetica e di bellezza femminile; e probabilmente non si tratta nemmeno di voler imitare un idolo. La faccenda è ben più profonda, perchè a queste ragazze, a queste donne, manca forse una personalità.

Avere delle passioni è più che legittimo, anzi è vitale. Ma non sono loro a doverci plasmare a loro immagine e somiglianza: si tratta di strumenti attraverso i quali dobbiamo realizzarci e imparare ad essere noi stesse. Fare di tutto per assomigliare alla Barbie, ogni santo giorno dell’anno, non è più una passione, è un delirio. E pure inquietante. Non so cosa voi ne pensiate, ma ogni volta che vedo qualcosa di simile, non posso fare a meno di preoccuparmi…

Via | CollegeCandy

Gli uomini pensano al sesso ogni 7 secondi: vero o falso? E le donne?

pubblicato da StarBugs in: Sex&Sexy Psicologia

Questo divertente video che trovate in apertura post ironizza volutamente sulla teoria che vede l’uomo pensare al sesso ogni sette secondi. Tanto! Praticamente più di 8 volte al minuto. In questo caso, come potete vedere dalle immagini, l’unica volta in cui davvero la sua compagna della serata si dimostra davvero piena di iniziativa, lui pensa sia solo un suo pensiero e un’allucinazione…

Ma è davvero così secondo voi? Le vostre esperienze vi inducono a pensare che questa teoria sia affidabile o pensate sia un’esagerazione. E poi, le donne quanto pensano, invece, al sesso? C’è differenza tra coloro che sono single e fidanzate? Diminuisce o aumenta il pensiero quando hai un partner “disponibile” a concretizzare? Oppure si spostano su altre persone?

A Cesena corpi, parole, sguardi di donne

pubblicato da M.Barbara in: Psicologia

donna davanti a bilancia

Vi starete chiedendo che rapporto c’è tra il titolo del post e la fotografia della donna accanto alla bilancia. Ebbene, lo scorso anno ho letto Volevo essere una farfalla, di Michela Marzano. Ho imparato che diventare invisibili è uno dei modi per rendersi visibili, per ottenere su di sé lo sguardo che definisce, da un valore alla propria esistenza. Spesso il nostro corpo di donne diventa luogo di dialogo o di monologo, mezzo per dire quello che le parole non riescono ad esprimere, megafono per pensieri e sentimenti talmente profondi, nascosti, celati, che a volte neanche sappiamo di averli e coltivarli.

Chiamare disturbo alimentare un processo che può portare alla morte mi fa impressione. Per questo credo che progetti come quello del comune di Cesena siano importanti: marzo sarà “Il marzo delle donne”. Per tutto il mese, Forum Donne, Centro Donna, Casa delle Donne, con il Patrocinio del Comune di Cesena – Assessorato alle Istituzioni e ai Servizi Culturali - Politiche e Differenze vi proporranno il tema Io sottraggo. La triangolazione cibo-corpo-peso. Il tema non viene affrontato solo da specialisti, ma integrato da:

Pittura, Fotografia, Performance, Teatro, Cinema, Musica, Letteratura, Poesia, Psicologia. Ogni artista , una donna. Ogni attrice, una donna. Ogni autrice, una donna. A mostrare la propria luce e le proprie piaghe, perché, come ha dichiarato una nota performer francese, Annette Messager “ Essere un artista vuol dire guarire continuamente le proprie ferite, e allo stesso tempo non cessare di mostrarle”.

Credo sia importantissimo dare ad ogni donna non solo la possibilità di partecipare e ritrovarsi nelle storie delle altre donne, ma darle anche una voce, che può essere una voce narrante, uno sguardo, la possibilità di creare. Un progetto insomma che, pur parlando di sottrazioni, aggiunge opportunità di dialogo e di vita. Pinkies della zona o in visita a Cesena: volete poi raccontarci un po’ l’evento?

Foto | Massimo Prizzon