Sesso e cibo sono le dipendenze delle donne

pubblicato da Rosaria Mostaccio

eating womanSe vi chiedessi quali sono le dipendenze delle donne sono sicura che le risposte sarebbero molto varie, com’è successo ad un giro di domande informale tra amiche. La risposta più ricorrente però riguardava la dipendenze affettive. Affascinante e piena di risvolti, anche inquietanti, questa prospettiva, ma lontana da quanto sostiene BitchBuzz, secondo cui sono sesso e cibo le moderne dipendenze delle donne.

Non ne sono convinta. Il sesso sarà anche tra le priorità, ma come abbiamo presto imparato, sulla nostra pelle e su quella delle nostre amiche, sappiamo che difficilmente le donne godono del sesso senza alcun coinvolgimento, dunque al sesso bisogna affiancare l’amore, se non in tutti i casi almeno in una larga fetta di situazioni.

Quanto al cibo, guardandosi intorno ci si rende conto di come si possa considerare solo in senso negativo: sembra che molte donne siano piuttosto dipendenti dalle diete, dall’ansia della forma fisica, dal terrore del cibo, addirittura. Voi come la pensate?

Foto | Flickr

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Profumo di gelsomino meglio del Valium

pubblicato da Rosaria Mostaccio

gelsominoBuone notizie per le donne ansiose, qualche volta aggressive, quasi sempre stressate. Basterà il profumo di gelsomino a calmarci i nervi per la felicità dei nostri compagni che non sanno come prenderci in certi giorni isterici. Lo dicono alcuni ricercatori tedeschi che hanno scoperti il meccanismo molecolare dell’azione del gelsomino: inalare il suo dolcissimo profumo quieta l’ansia.

Nulla di strano nell’efficacia, l’aromaterapia sostiene da molto tempo l’effetto dei profumi sul nostro stato psicologico. Ma è interessante scoprire che basterà portare la sdraio in giardino sotto la pianta di gelsomino per rilassarsi senza costosi trattamenti o il ricorso a più pericolosi farmaci per gestire l’ansia, o al limite si potrà scegliere un profumo nuovo che ne contenga le note. Il paragone è forte ma efficace: il gelsomino è meglio del Valium.

Foto | Flickr

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Un solo volto, 34 identità: il progetto di un'artista ci parla di ciò che vorremmo essere

pubblicato da Sexyvia

Nienke Klunder: identità diverse

Bellezza, estetica, aspetto esteriore sono argomenti attaccati alla pelle e al cuore di una donna. A ragione o a torto, a volte esageratamente, a volte in modo sano e giusto; perchè non sempre essere e apparire coincidono, ma talvolta si aiutano fra loro; e in ogni caso curare il proprio aspetto è indice di buona educazione sociale, oltre che personale. Soltanto che spesso tutto questo sconfina nel voler raggiungere una meta, un obiettivo, un traguardo probabilmente impossibile, perchè altrettanto spesso (molto più spesso di quanto pensiamo) in realtà desidereremmo essere qualcosa di diverso da ciò che siamo.

Un corpo diverso, una faccia diversa: forme meglio disegnate, pelle più bella, taglie meno evidenti, lineamenti più scolpiti, capelli lisci se li abbiamo crespi, capelli ricci se li abbiamo lisci, un diverso colore di occhi. Gli esempi sono infiniti. In realtà spesso la cura del nostro corpo non è volta a migliorarlo, ma a tendere a qualcos’altro che non ci appartiene: e per questo la nostra frustrazione raggiunge livelli ineguagliabili. Sarà sempre colpa dei soliti modelli che televisione e mondo della moda ci propinano? Oppure c’è qualcosa di più, qualcosa di nascosto nei meandri della nostra psiche?

L’artista Nienke Klunder ha sondato proprio questo terreno realizzando un curioso studio “d’aspetto”: il volto di una donna è rimasto sempre lo stesso, in 34 diverse foto (nella gallery solo 14) in cui invece alcuni elementi sono stati cambiati. Colori, vestiti, espressioni: 34 impressionanti modi per far capire a noi stesse che basta poco per farci vedere agli occhi degli altri diverse, molto diverse. E questo non sempre è un bene, perchè in egual modo basta così poco per cambiare identità, per sembrare totalmente qualcun altro, anche dentro.

Forse tendiamo a non voler essere noi stesse perchè la nostra vera natura un po’ ci spaventa. Ma pensiamoci bene: davvero vorremmo apparire diverse da come siamo? Vorremmo apparire ad esempio provocanti quando invece siamo timide? O spavalde quando invece abbiamo bisogno di coccole? Perchè non è sempre vero che l’abito non fa il monaco. Lo testimonia proprio questo lavoro: ogni fotografia racconta una storia diversa, fatti diversi, vite diverse, in un solo attimo. La potenza dell’aspetto esteriore è indubbia, ma dovremmo imparare a veicolarla nel modo giusto e a capire se quello che vogliamo sembrare è anche quello che siamo.

Via | Mundochica

Nienke Klunder: identità diverse Nienke Klunder: identità diverse Nienke Klunder: identità diverse Nienke Klunder: identità diverse

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Donne cattive: arrestata per minacce rivolte a se stessa

pubblicato da Sexyvia

A leggere questo titolo, sembra che si stia parlando di una pazza completa. Invece la realtà è tutt’altra: tale Jeanne Mundango Manunga è una donna californiana di 25 anni, arrestata per essersi scritta da sola decine di terribili sms minatori.

Perchè non è una pazza? Perchè Jeanne non ha fatto nulla a sproposito: il suo obiettivo era preciso, la ragazza voleva intenzionalmente far arrestare la sorella e l’ex fidanzato. Dopo aver acquistato un cellulare a nome della sorella, ha cominciato a denunciare alla polizia strani sms che le mettevano paura, indicando i possibili autori alle forze dell’ordine.

Ora la truffa è stata scoperta e Jeanne è in carcere, mentre la sorella e l’ex fidanzato, già arrestati diverse volte per effetto delle denunce di Jeanne, sono stati finalmente scagionati. Certo, non si tratta di una donna che ha compiuto gesti eclatanti e sanguinosi, come quelli della nostra classifica delle donne più cattive di sempre, ma la sottile meschinità di Jeanne merita davvero di annoverarla fra le donne cattive.

Oppure pensate che abbia fatto bene? Perchè è ragionevole pensare che la sua vendetta nasconda probabilmente una storia tra la sorella e l’ex fidanzato che lei proprio non riusciva a mandare giù. Soltanto che, per quanta amarezza Jeanne poteva avere nel cuore, un gesto del genere continua a sembrarmi piuttosto orribile. O forse squilibrato, quasi come una forma distorta di stalking.

Via | Cnet

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Donne che amano troppo di Robin Norwood, un classico imperdibile

pubblicato da Doretta

Scritta HeartDonne che amano troppo, di Robin Norwood, è un libro stravenduto e giustamente molto amato dalle donne. L’autrice è una psicoterapeuta americana specializzata in terapia della famiglia. In questo ormai famoso saggio del lontano 1985, la Norwood analizza i comportamenti autodistruttivi femminili e cerca di comprenderne le cause. Attenzione: non è un libro per addetti ai lavori.

E’ invece dedicato e pensato proprio per le donne. E’ incredibile come anche chi pensa di non far parte della categoria finisca per ritrovare qualcosa di sé nelle descrizioni dell’autrice. Anche solo leggendo l’indice è chiaro che riguarda quasi tutte noi: Amare senza fine, Amare un uomo che non ricambia l’amore, Sesso soddisfacente in un rapporto frustrante, Se io soffro per te, tu mi amerai?, Gli uomini delle donne che amano troppo, La via della guarigione e così via.

Se non vi piace lo stile di Ute Ehrhardt, questo potrebbe essere il libro che fa per voi o per la vostra amica che sta soffrendo per l’ennesima volta. Vedrete che passerà velocemente di mano in mano, anche perché per illustrare le sue tesi la Norwood riporta moltissime storie, tutte vere.

La citazione:

Le donne che amano troppo spesso si convincono che il loro uomo del momento non era mai stato realmente amato da nessuno in passato, né dai genitori, né dalla moglie, né dalle amanti precedenti. Vediamo in lui un uomo che ha sofferto, e subito ci assumiamo il compito di compensarlo per tutto quello che gli è mancato prima di incontrarci. […]
Passione, alla lettera, significa sofferenza, e spesso accade che più grande è la sofferenza, più profonda è la passione. La serena dolcezza di una relazione fedele e sicura non regge il confronto con l’intensa eccitazione di una soria d’amore appassionata.

Foto | Flickr

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La saga di Twilight rovina i matrimoni

pubblicato da Rosaria Mostaccio

eclipseAppena lanciato l’ultimo film tratto da uno degli episodi della saga, si scatenano le disquisizioni di più vario genere sul successo editoriale e cinematografico della storia d’amore tra vampiri e umani da cui le nuove generazioni – ma non solo – si sono lasciati ammaliare. Il Los Angeles Times tuona: Twilight rovina i matrimoni.

A livello non proprio catastrofico l’ho visto succedere anche io, ed essendo rimasta immune al fascino di Edward, Bella, Alice, Jacob e correlati posso confermare che dall’esterno somiglia tanto ad una follia collettiva: amiche sdilinquite che rimproverano al fidanzato di non essere un vampiro, quintali di gadget a tema accumulati come gioielli, mogli affette da inestinguibile amore per il fascinoso vampiro dagli occhi incavati che dimenticano di preparare la cena perché hanno passato le ultime cinque ore su forum, community, blog dedicati alle anteprime sull’ultimo film, e si potrebbe continuare ad libitum.

Gli uomini ne saranno preoccupati? Soffrono di ansie da prestazione? Reclamano le proprie donne, clava alla mano? Secondo l’analisi del Times probabilmente sì, visto che pare donne e ragazze si siano letteralmente innamorate – con tutti i sintomi tipici dell’innamoramento e la sensazione di benessere che ne consegue quando ci occupiamo dell’oggetto del nostro invaghimento.

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Flitter Party: la tecnologia a sostegno dell'amore

pubblicato da AkiraZhong

Le nuove tecnologie hanno modificato l’amore e tutto ciò che ne è collegato. Grazie a queste anche i più timidi, quelli che nella vita reale fanno fatica ad instaurare rapporti, possono improvvisarsi eccellenti latin lover ed esprimere tutto ciò che non riescono a fare dal vivo.

Nord America si stanno diffondendo sempre di più i Flitter Party (nome che viene dall’unione di “flirt” e “twitter”). Funziona così: ci si trova in una sala semibuia, armati di telefonini collegati a Twitter e un cartellino con un numero identificativo: una volta individuata una persona interessante basterà inviarle un messaggio tramite il social network e aggiungere la parola “flitterme”. Starà a lei, poi, accettare o declinare l’invito.

Per i più pigri, invece, un 25enne americano, Scott Valdez, ha creato un’agenzia telematica, “Virtual Dating Assistant” (sito web Virtualdatingassistants.com), dove gli impiegati (tutti scrittori freelance) gestiscono i corteggiamenti virtuali al posto dei clienti, promettendo almeno due incontri mensili.

E voi, cari lettori di Pink, avete mai questi nuovi approcci?

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Iniziano i Mondiali di calcio e sale l'infedeltà delle donne

pubblicato da AkiraZhong



Adesso vado a rilassarmi guardando Argentina e Messico. La presidente di commissione non riusciva a capire come mai, gli uomini (non tutti) siano così interessati e parlino sempre di calcio. Non ti sto a dire che cosa è uscito in commissione, il mio parere è: non lo so, ma il calcio, sia guardarlo che parlarne mi rilassa. È come se parlassi di niente e di tutto, di sensato e insensato nello stesso tempo“.

Ecco, questo è il discorso che mi sono trovata a fare con un mio amico pochissimi giorni fa in merito alle relazioni calcio-uomini-donne. Incuriosita da questo argomento che spesso crea divertenti scambi di opinione, mi sono imbattuta in un’interessante indagine: “Gleeden“, tra i siti leader in Europa per incontri extraconiugali che ogni giorno vede oltre 1000 iscrizioni femminili, ha registrato un sostanziale aumento di visitatori, nella fattispecie donne (59%), da quando sono iniziati i Mondiali di calcio in Sud Africa.

Se non è stato lo spettacolo migliore per gli azzurri e tutti i loro tifosi, lo è stato sicuramente per le donne italiane. Ma che cosa esaspera tanto l’animo delle donne?

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Perchè le donne amano gli assassini?

pubblicato da Sexyvia

“Perchè le donne amano gli assassini?” Perchè, esistono davvero donne che amano gli assassini? Mi chiederei io. A quanto pare sì, e potrebbero formare anche un nutrito club. Sono numerose infatti le donne che scrivono lettere d’amore in carcere a uomini accusati di omicidio.

Solo per citarne uno recente, Joran Van Der Sloot, il Pro di poker olandese arrestato per l’omicidio di due donne, riceve in carcere circa 50 lettere d’amore al giorno e da quando è stato arrestato ha ricevuto anche una proposta di matrimonio.

Il fenomeno è talmente diffuso da essere stato descritto da Sheila Isenberg nel libro “Women Who Love Men Who Kill“: il profilo della donna che ama un assassino delinea una persona che ha alle spalle violenze e abusi fisici e sessuali e che preferisce idolatrare qualcuno a distanza, per non correre il rischio di doversi avvicinare troppo a un altro essere umano.

Le donne che scrivono in carcere agli assassini amano il fatto di sapere che la loro ipotetica storia d’amore è impossibile, perchè l’oggetto di questo amore non può a ricambiarle e perchè probabilmente non uscirà mai dal carcere; oppure è il fascino del macabro e del masochismo a colpire l’immaginario di queste donne dai desideri insondabili? Cosa succederebbe allora se un assassino amato a distanza uscisse e decidesse di accettare una proposta di matrimonio di una sua fan?

Via | Tressugar

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Il vero sesso dura dai 7 ai 13 minuti

pubblicato da AkiraZhong



Fare sesso di questi tempi è diventato sempre più complicato tra stress da crisi e rapporti che scoppiano e chi ci riesce si prende giustamente tutto il tempo per farlo.

Secondo un’indagine condotta dagli specialisti della Society for Sex Therapy and Reserch e pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, il sesso perfetto si fa dai 7 ai 13 minuti, praticamente l’acme della concentrazione, mentre tutto il resto diventa noia o quasi… superati i primi 10 minuti il cervello inizia a vagare altrove.

Addio al sesso tantrico, addio al romanticismo, addio alla passione, addio alle maratone di sesso e orologio alla mano, quindi, perché la ricerca definisce due minuti troppo pochi per un rapporto e 3-7 minuti un tempo accettabile, oltre 13 minuti troppo.

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