Si suicida per la diffusione non autorizzata di alcuni video hot

Viviamo in un mondo in cui una ragazza si suicida per colpa dei suoi video hot (mai autorizzati) che circolano in rete e ai quali non si riesce a porre rimedio

Broken heart love concept. Sad unhappy woman hugging red heart pillow

Internet ci ha cambiato la vita in meglio in tantissime cose ma lo ha fatto in peggio, basta uno smartphone per rovinare la vita di una persona e portarla a suicidarsi. La vicenda di cui parliamo oggi è su tutti i giornali, ci sono nome e cognome, foto e tutto, in barba alla privacy che questa giovane donna cercava e che non è riuscita a conquistare neanche in tribunale. Internet e la tecnologia spicciola ci ha resi morbosi e senza freni, siamo come quelli che assistono alle lotte a sangue tra animali, sono che nel nostro mondo i cani sono sostituiti dal sesso e poco importa da dove arriva e perché, siamo tutti bravi a guardare e poi a puntare il dito, ad accusare e a criticare.

Quando si è innamorati si diventa stupidi e questo accomuna tutti, una leggerezza fatta con qualcuno che ci ama o almeno ci rispetta, cade nel dimenticatoio e finisce lì. Quando si uniscono superficialità, mancanza di rispetto e stupidaggine sono guai, soprattutto oggi che basta un click e una cosa tra due persone diventa di tutti.

La ragazza per vendicarsi del suo ex aveva girato dei video spinti con un altro ragazzo, questo essere senza scrupoli gli ha condivisi con altre persone, queste ultime con altre ancora ed alla fine sono arrivati su tutti i social network ed anche sui siti per adulti. Una vergogna impossibile da sopportare, la ragazza e la madre hanno cercato di porre rimedio portando la faccenda in tribunale, il giudice le ha dato ragione, ha chiesto la rimozione totale dei video ed ha accordato il cambio di identità ma non è bastato. I filmati continuavano a circolare e ad essere guardati, le persone ad offenderla e, nonostante avesse cambiato città, lei si sentiva stritolata da questo incubo. Dopo aver già tentato il suicidio qualche settimana fa, ieri ci è riuscita, si è impiccata in cantina con un foulard.

Storie come questa ci fanno capire quanto pericoloso sia il mondo in cui viviamo, una cosa che 10 anni fa sarebbe rimasta entro i confini del proprio paesello o sarebbe stata assorbita dalla frenesia delle grandi città oggi, grazie ai social network, ha superato ogni confine ed ha portato una giovane donna a togliersi la vita.

E in tutto questo la colpa di chi è? Dei social che non hanno subito rimosso tutto? Del ragazzo che ha condiviso i video? Degli amici che li hanno fatti girare? Di chi li ha guardati? Di chi l’ha offesa? Di chi l’ha umiliata? Di chi l’ha perseguitata? La colpa è della cultura dell'odio nella quale viviamo.

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