Festa dei nonni, le poesie più belle da dedicare

Una raccolta delle poesie più belle e affettuose che potete dedicare ai nonni il 2 ottobre per la Festa dei nonni

Festa dei nonni poesie

La festa dei nonni è una ricorrenza speciale e bellissima che si festeggia di 2 ottobre, il giorno in cui la Chiesa festeggia gli Angeli, e non poteva esserci data migliore dato che i nonni sono e resteranno sempre i nostri angeli custodi. La festa dei nonni in Italia è stata istituita nel 2005 per riconoscere in modo ufficiale l’importanza dei nonni nelle nostre vite ed in effetti moltissime famiglie, senza nonni, probabilmente non esisterebbero nemmeno perché nessuno potrebbe prendersi cura dei nipotini.

Oggi vi presentiamo una raccolta delle poesie più belle per la festa dei nonni che potete dedicare o far imparare a memoria ai bambini.

Festa dei nonni poesie

Alla nonna di Gabriele D'Annunzio
D’inverno ti mettevi una cuffietta
coi nastri bianchi come il tuo visino,
e facevi ogni sera la calzetta,
seduta al lume, accanto al tavolino.
Io imparavo la storia sacra in fretta
e poi m’accoccolavo a te vicino
per sentir narrar la favoletta
del Drago Azzurro e del Guerrier Moschino.
E quando il sonno proprio mi vinceva
m’accompagnavi fino alla mia stanza
e m’addormivi al suono dei tuoi baci.
Agli occhi chiusi allor mi sorrideva
in mezzo ai fiori una gioconda danza
di sonni dolci, splendidi e fugaci.

I nonni di Alex Haley
Nessuno può fare per i bambini
quel che fanno i nonni:
essi spargono polvere di stelle
sulla vita dei più piccoli.

Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini
Un vecchio e un bambino si presero per mano
e andarono insieme incontro alla sera,
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera;
l’immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’intorno non c’era nessuno,
solo il tetro contorno di torri di fumo.
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva
con l’anima assente, con gli occhi bagnati
seguiva il ricordo di miti passati;
i vecchi subiscono l’ingiuria degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno nel loro pensiero
distinguere nei sogni il falso dal vero.
E il vecchio diceva, guardando lontano,
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti, immagina i fiori,
e pensa alle voci e pensa ai colori,
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli,
il ritmo dell’uomo e delle stagioni”.
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste
e gli occhi guardavano cose mai viste,
e poi disse al vecchio, con voce sognante
“Mi piacciono le fiabe, raccontane altre”.

La nonna di Giovanni Pascoli
Tra tutti quei riccioli al vento,
tra tutti quei biondi corimbi,
sembrava, quel capo d’argento,
dicesse col tremito, bimbi,
sì… piccoli, sì…
E i bimbi cercavano in festa,
talora, con grido giulivo,
le tremule mani e la testa
che avevano solo di vivo
quel povero sì.
Sì, solo; sì, sempre, dal canto
del fuoco, dall’umile trono;
sì, per ogni scoppio di pianto,
per ogni preghiera: perdono,
sì… voglio, sì… sì!
Sì, pure al lettino del bimbo
malato… La Morte guardava,
La Morte presente in un nimbo…
La tremula testa dell’ava
diceva sì! sì!
Sì, sempre; sì, solo; le notti
lunghissime, altissime! Nera
moveva, ai lamenti interrotti,
la Morte da un angolo… C’era
quel tremulo sì,
quel sì, presso il letto… E sì, prese
la nonna, la prese, lasciandole
vivere il bimbo. Si tese
quel capo in un brivido blando,
nell’ultimo sì.

Meditazione del nonno e balocchi del nipote di Fernando Pessoa
Vedendo il nipote giocare
dice il nonno, rattristato:
“Ah, potessi tornare
a essere così occupato!
Tornare al tempo in cui
facevo castelli così,
lasciando che restassero
a volte per il giorno dopo;
e tutta la mia tristezza
era, destandomi per vederlo,
vedere che la serva già aveva
riposto il mio castello”.
Ma il nipote non lo ode
perchè è preoccupato
per l’errore che c’era
al portone per il soldato.
E, mentre il nonno pensa, e, triste,
rimembra l’infanzia andata,
mai più una casa esiste
o un altro castello cade;
e il nipote, infine guardando
e vedendo il nonno piangere,
dice “È caduto, non importa:
lo rifaccio subito”.

Il nonno di Milly Dandolo
Il sole con i suoi baci
scioglie la neve al monte.
Perchè sorridi e taci?
Nonno, sii buono, abbassa un po’ la fronte.
ch’io ti sciolga la neve con i miei baci. Bassani

Foto | iStock

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