Festa della donna: il volantino maschilista della Lega Giovani Provincia di Crotone

Il volantino maschilista della Lega Giovani Provincia di Crotone che strumentalizza la Festa della donna.

volantino maschilista della Lega Giovani Provincia di Crotone

La Festa della donna è una ricorrenza che ogni anno si celebra l’8 marzo, è vero che è diventata una festa piuttosto commerciale, ma quel che è peggio è quando viene strumentalizzata per far passare messaggi e opinioni che sono, come minimo, discutibili! In questi giorni circola su Facebook una locandina della Lega Giovani Provincia di Crotone che cerca di istruire le donne su chi offende la loro dignità, partendo dal presupposto che non spetta alla Lega, ne tanto meno alla politica, dire cosa ci offende o no, strumentalizzare una festa importante e rivoluzionaria, per far passare dei messaggi sessisti e obsoleti è davvero assurdo.

Quello che si è perso negli ultimi anni è la curiosità, la voglia di andare oltre uno slogan o una frase, il bisogno di sapere e approfondire, di conoscere la verità e andare un po’ più a fondo. Lo sapete com’è nata la Festa della donna? Perché si è arrivati a istituire una giornata dedicata alle donne? Come ci si è arrivati e quante donne (e uomini!) si sono ribellati per avere la giusta attenzione?

La Festa della donna, che in realtà si chiama “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale” ha mosso i primi passi nel 1907, quando le donne venivano pagate una miseria rispetto agli uomini, non avevano diritti, non potevano votare ed erano considerate delle “cose”, non delle persone. Ci sono stati anni di lotte e di battaglie che hanno portato alla festa che oggi celebriamo con mimose e slogan sui social, ma bisognerebbe conoscere la storia prima di promuovere delle iniziative.

Nella locandina della Lega Giovani Provincia di Crotone vengono elencate tutte quelle cose che, secondo loro, vanno contro le donne che sarebbero:

  • L’utero in affitto: permettere a persone che non possono avere figli, di avere la possibilità di farlo, come può ledere la nostra dignità? hanno questa missione e la mettono in mezzo in modi sempre più tristi.
  • Indicare nei documenti ufficiali genitore 1 e genitore 2 cosa cambia nella nostra quotidianità? È solo un modo per indicare i genitori eterosessuali e omosessuali allo stesso modo.
  • Le quote rosa sono una regola, che serve proprio a garantire una presenza femminile che non è affatto scontata. E locandine del genere ne sono l’ennesima dimostrazione.
  • L’autodeterminazione delle donne è quindi una minaccia per gli uomini? Ci dispiace per loro!
  • Il ruolo naturale della donna non è essere moglie e fare figli. Ogni donna può essere “naturalmente” quello che vuole.
  • Accusare qualcuno di strumentalizzare le donne, in una locandina maschilista che strumentalizza la festa della donna è davvero il colmo!
  • La missione sociale della donna, secondo loro, è far sopravvivere la nazione che si traduce in… fare figli!

Cerchiamo di essere curiose, di informarci, di non far passare messaggi del genere, non basta non approvare, bisogna rispondere con i fatti e con la nostra libertà.

Cose del genere non sono tollerabili.

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