La donna disordinata di Prada al Milano Moda Donna autunno inverno 2013-14


Miuccia Prada ha portato in scena la nuova collezione Prada autunno inverno 2013-2014 sulle passerelle del Milano Moda Donna, una delle sfilate più attese della giornata e che, come al solito, non ha deluso. La donna Prada per la prossima stagione fredda è disordinata, perché in un mondo in cui ci viene imposto cosa pensare, come fare, cosa dire e cosa non dire, c’è chi si ribella.

Dal disordine si può ripartire per creare qualcosa di nuovo e di innovativo, si può giocare, ci si può persino divertire. Per la prossima stagione Miuccia Prada mescola un po’ di anni Quaranta con gli anni Sessanta e shakera il tutto con un po’ di sana irriverenza. Le modelle indossano maglioni di lana sotto i tailleur, portano i capelli bagnati quando la moda li vuole vaporosi e perfettamente messi in piega, la donna flirta con l’eccentricità e disobbedisce ai canoni delle signorine perbene. Miuccia Prada nel backstage del fashion show ha confessato:

“È una collezione che ha tanti segni e tanti riferimenti. È stato difficile fare l’editing per scegliere gli abiti della sfilata”


Tornano i tessuti pesanti, come quelli dei cappotti delle nostre nonne, il tartan e la lana, ma anche i quadretti vicky dai toni pastello che ci regalano una ventata di freschezza. Il punto vita è sempre in primo piano tramite le cinture che si portano con i cappotti in pelle, con i trench e gli spolverini, ma anche con i tailleur, i tubini, gli abiti da sera e con i cappottini bon ton. Tra i capi più belli c’è il tailleur a righe verticali blu e turchesi con la giacca asimmetrica che lascia scoperte le spalle. Una maliziosa naturalezza che sprigiona una femminilità disarmante.

Miuccia Prada dà sempre un senso alle sue collezioni, i vestiti, le esagerazioni, i tessuti non sono mai fini a se stessi, sono sempre un modo che lei ha di comunicare con le altre donne. In merito a questa nuova collezione ha dichiarato:

“Non si può essere esagerati, non si può essere romantici, non si può essere quello che si vuole essere. Oggi ci si autocensura per realizzare il consentito, per non cadere in un qualcosa che altri potrebbero ritenere esagerato. Occorre tener presente molte regole: il Politically correct e il Politically incorrect, ogni segno va analizzato a causa delle manie ideologiche diventate vere e proprie limitazioni. Occorre controllare il proprio pensiero ogni volta che si esprime qualcosa”.

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