Se si parla di moda, come si può non ricordare che la Barbie è un’icona intramontabile del settore? Ecco perchè alla Fashion Week di New York quest’anno è stato allestito il Barbie Dream Closet.
In oltre 800 metri quadri, completi di atmosfera soffusa e decisamente pink, è racchiuso l’armadio dei sogni di Barbie e di qualunque ragazza fashion. Gioielli e scarpe rosa si affiancano ad abiti firmati indossati proprio dalla celebre bambola.
Grazie all’utilizzo di specchi speciali e della realtà aumentata, i visitatori hanno potuto “provare” i capi di questo particolarissimo guardaroba senza nemmeno spogliarsi.
Sembra quasi di trovarsi all’interno di un parco giochi tutto rosa per fashionistas senza ritorno…
Via | ChipChick

Pensate che aprire la porta del guardaroba e trovare i vestiti già stirati sia un sogno utopico? Bè, dovrete rivedere il vostro concetto di realtà. Perchè se nel 2009 l’LG Tromm Styler era stato presentato al CES come elettrodomestico rivoluzionario, ma ben lungi dal trovare la sua collocazione sul mercato, ora lo stesso apparecchio si appresta ad entrare nel commercio coreano, e presto anche in quello europeo.
Di cosa si tratta? Di un elettrodomestico sostanzialmente (dalle sembianze di frigorifero!), in grado di utilizzare il vapore per stirare perfettamente i capi contenuti al suo interno e per renderli “freschi”, profumati e sterilizzati (per i maniaci dell’igiene!!).
Un elettrodomestico/arredo che ci fa dare uno sguardo sul futuro, che ci proietta in quello che sarà il mondo domestico di domani, dove i lavori di casa non saranno più materia di controversie di genere, ma saranno affare tecnologico.
Allora, ragazze, non sarebbe un sogno questo? Probabilmente rimarrà tale per la maggior parte di noi per diverso tempo, dati i prezzi proibitivi che accompagnano per ora questo apparecchio (circa 2000 dollari), ma in un prossimo futuro è auspicabile che presenze di questo genere diventino in casa necessarie tanto quanto la lavatrice o il frigorifero. Voi cosa ne pensate?
Via | Dvice

Quante ore passiamo in un anno davanti al guardaroba in preda all’indecisione su cosa indossare?? Impossibile quantificarle, senza contare il tempo che perdiamo a provare e riprovare vestiti che poi non metteremo e che giaceranno inevitabilmente in attesa di essere rimessi a posto. Ebbene, se il guardaroba smettesse di essere un mero arredo “passivo”, tutto questo potrebbe cambiare.
E’ il caso di Snappy Dresser, un concept di armadio ideato dalla designer Nelly Trakidou che applica all’elemento guardaroba il concetto di elettrodomestico, e per di più intelligente. Snappy Dresser sarebbe in grado intanto di immagazzinare informazioni circa la marca, il materiale, il modello degli abiti, per facilitare le “ricerche”; inoltre il guardaroba intelligente potrebbe suggerire l’abbigliamento più adatto a qualunque occasione o contesto, basandosi sulle informazioni “storiche” dell’utente, quindi sui suoi gusti e sulle sue abitudini passate.
Altra importantissima funzione pensata per Snappy Dresser sarebbe quella di poter provare virtualmente i vestiti prima di indossarli, grazie a una combinazione di scanner in 3D; questo dimezzerebbe il tempo passato come in trance davanti all’armadio per scegliere la mise e permetterebbe anche di evitare il disordine che regna ineluttabile dopo ogni prova d’abito.
Cosa ne dite? Non sarebbe fantastico avere a disposizione un guardaroba intelligente, che oltretutto ci darebbe modo di mantenere i vestiti finalmente in ordine e senza troppo sforzo??Ah, quasi dimenticavo: l’armadio potrebbe anche collegarsi a internet e darci la possibilità di scegliere i vestiti in base ai suggerimenti online delle nostre amiche, in tempo reale anche se a distanza. Comodo, no?
Via | Tuvie
Sarebbe stato più utile un robot che scegliesse cosa metterci, accessori e abbinamenti inclusi, quando al mattino o per un appuntamento serale rimaniamo bloccate davanti all’armadio aperto con la fatidica domanda – cosa mi metto? – sospesa a mezz’aria e la risposta che non osiamo pronunciare – non ho niente da mettermi – perché ne abbiamo armadi zeppi e straripanti.
Ma forse questo robot può considerarsi un primo timido inizio che ci dà speranza per il futuro. D’accordo, vestirsi non è solo coprirsi, è un gioco divertente e chi ama la moda non vi rinuncerebbe mai. Eppure persino le più scettiche probabilmente cederebbero alla tentazione di lasciarsi andare per una volta, sedendosi in poltrona e lasciando fare.
Ma è fantascienza, per il momento. Mentre non lo è il robot che ci aiuta, proprio materialmente, a vestirci. Il prototipo è stato progettato e realizzato al Nara Institute of Science and Technology di Tokyo ed è ancora da perfezionare, ma è anche indubbiamente già futuro. E ci fa sognare le prossime evoluzioni.
Via | TechCrunch

Abbiamo visto qualche giorno fa un video tutorial per piegare i jeans anziché appenderli alle grucce e risparmiare spazio nell’armadio, tenendoli tutti a portata di mano e in ordine. E se risparmiassimo spazio anche acquistandone meno? Non facile, per chi li ha eletti a capo basic per eccellenza del proprio stile da mattina a sera. Ma c’è un modo che esclude, almeno in parte, il doversi imporre un limite negli acquisti. O che, vedendola da un altro punto di vista, raddoppia ogni acquisto.
Succede con i jeans reversibili, che sono di fatto due diversi jeans in uno solo. Lo spazio che occupano è quello di un unico paio ma lo stile che offrono è double face. Da una parte sono slavati e dall’altra scuri, per esempio. Oppure da una parte sono spalmati e dall’altra neri. O di due diverse sfumature di colore, nel caso delle tonalità più accese. Sono di BlueLab. Li prendereste in considerazione per il vostro guardaroba?
Via | TheTrendyGirl
Come se non bastasse attingere già spesso e volentieri al guardaroba di lui: tra camicie da uomo portate come chemisier femminili strizzati in vita da cinture e i vari boyfriend jeans e boyfriend cardigan presi a prestito dal suo armadio, ecco un nuovo tutorial per creare un abitino davvero insolito e originale usando proprio una classica camicia maschile. Che più ampia è e meglio renderà.
Lo propone la blogger Irina Zvidrina con un bel tutorial video di cui è anche protagonista. Mostra come farne una gonna, un top o un vestito, che è anche la mia variante preferita tra le varie visibili nel video. Tutto da guardare e poi copiare. Magari senza farsi scoprire da lui a pasticciare con la sua camicia preferita.
O, ancora meglio, andandone ad acquistare una appositamente, tutta per noi. E pazienza se lui crederà che stiamo per fargli una sorpresa con un regalo inatteso, onde poi scoprire che la camicia la portiamo noi e in modo davvero diverso rispetto a come ci si aspetterebbe. L’alternativa: usare la camicia che il vostro ex ha lasciato a casa vostra, restituendola a miglior vita anziché a lui.
Normalmente mi capita di vivere periodi di follie da shopping e poi fisiologici periodi di astensione o quasi, determinata da un sopraggiunto disinteresse nei confronti degli acquisti frequenti. Sarà che abbiamo i guardaroba traboccanti o dipenderà da un normale ciclo quotidiano che a volte catalizza la nostra attenzione su tutt’altro, il risultato è spesso il medesimo: l’astensione dalle compere. Da quelle divertenti, futili, modaiole, almeno.
Ci sono però alcune mie amiche che non riesco a capire come possano capitarmi dei periodi di sana astensione, senza imposizioni. E periodicamente si impongono una sorta di embargo. Oltreoceano lo chiamano “shopping ban”. Qualche volta, prima di scoprirla come pratica comune, l’ho praticata anche io, in periodi di grosse spese per altri motivi o dopo qualche vacanza che mi dissanguava.
Chi se ne serve abitualmente sostiene che sia salutare per riflettere meglio su ciò che ci manca ma anche per sperimentare nuovi abbinamenti con quel che si ha, stimolando la fantasia. Si chiama “shop your closet”, far shopping nel proprio armadio, rivalutando ciò che si ha senza alcun bisogno di acquistare ancora dell’altro. Che ne pensate? Vi imponete anche voi periodicamente questi periodi di magra? E funzionano?
Foto | Flickr

È probabile che la parte maschile della famiglia tenterà di opporsi alla scelta di un complemento d’arredo tanto lezioso e indubitabilmente femminile ma se vivete da sole o avete a disposizione una stanza tutta vostra – magari il guardaroba? – è un’idea molto carina per personalizzare l’ambiente con un tocco ladylike.
Si tratta di una lampada a forma di cappello, glitterata e luminosissima, dall’aria un po’ retro. Sembra un cappello appoggiato al suo supporto, su cui riporlo, ma è in realtà un punto luce dall’aria elegante ma con un’anima un tantino kitsch.
Via | Trendir
Costruire il guardaroba perfetto è un’utopia in molti sensi: non esiste un guardaroba perfetto che vada bene per tutte, le nostre esigenze e i nostri gusti cambiano con il tempo come lo stile di vita. Si procede per approssimazione, dunque, cercando di non farsi però mancare tutto il basic necessario per costruire il proprio look.
Secondo B a la moda i basic che non possono mancare nell’armadio di una donna sono quindici e comprendono il classico jeans, le maglie in bianco e nero, un maxicardigan, qualche gonna, per citare solo alcuni irrinunciabili. Eppure sono convinta che per molte di noi i basic sono diversi da quelli proposti nel video. Io, per esempio, indosso i jeans assai di rado e dunque questo non è per me un capo imprescindibile. E voi come la vedete?
Sono assolutamente convinta che i due momenti fondamentali dell’anno in cui il guardaroba va necessariamente rivisto, non siano tanto quelli del cambio di stagione, quanto quelli a ridosso dei saldi: è pur vero che il nostro armadio è un elemento eternamente in progress e che necessita costantemente di monitoraggi, ma fare un po’ di spazio in preparazione di un sano shopping quando i capi costano meno, è quasi un obbligo per chi ama cambiarsi spesso d’abito.
In fondo, anche se non siamo fashionistas attentissime, a tutte noi piace acquistare abiti nuovi, mentre tra quelli degli anni precedenti, soltanto alcuni ci rimangono nel cuore: tanto vale dunque prepararsi ai saldi, facendo una cernita di ciò che potremmo mettere ancora e di ciò che invece non mettiamo più. In aiuto ci possono venire il nostro personale gusto e anche quello di qualche amica, che possiamo invitare a casa per un tè e per farci consigliare proprio sui capi da tenere. Le buone azioni poi non si contano: facciamo posto nell’armadio agli imminenti nuovi arrivi; regaliamo qualche vestito ancora in buone condizioni alla Parrocchia; buttiamo negli appositi contenitori gli abiti messi proprio male, contribuendo alla raccolta differenziata.
Conclusa questa operazione di recupero di spazio e di look, una volta finiti gli acquisti nel periodo dei saldi, come organizzare il guardaroba in modo che sia pratico e veloce da usare, in modo che tutto sia a portata di mano, in modo che, anche se siamo di fretta al mattino, riusciamo a scegliere il completo giusto senza sbagliare un colpo?
Continua a leggere: Riordinare il guardaroba nell'era moderna, con creatività, saldi e StyleDiary