Televisione

Libera – Il caso Elena Palma: Lunetta Savino e Matteo Martari in prima serata su Rai 1

Libera – Il caso Elena Palma: la nuova serie con Lunetta Savino e Matteo Martari debutta su Rai 1 Domenica 25 ottobre 2026 ha segnato il ritorno su Rai 1 di una delle protagoniste più attese della fiction italiana: Lunetta Savino rimette la toga per la

Domenica 25 ottobre 2026 ha segnato il ritorno su Rai 1 di una delle protagoniste più attese della fiction italiana: Lunetta Savino rimette la toga per la seconda stagione di Libera – Il caso Elena Palma, e i dati d’ascolto della prima puntata confermano che il pubblico stava aspettando esattamente questo. Parlare di Libera il caso Elena Palma significa parlare di una serie che sa mescolare la tensione del legal drama con un ritratto femminile sfaccettato, tutt’altro che decorativo — e che in questa nuova stagione alza ulteriormente la posta.

Una giudice con una promozione e un caso difficilissimo

Quando la prima stagione si era chiusa, Libera Orlando era già una figura fuori dagli schemi: giudice tenace, capace di portare avanti inchieste scomode senza piegarsi alle convenienze. Nella seconda stagione, la ritroviamo in una posizione ancora più delicata — è stata promossa a Presidente della Corte Penale. Un salto di carriera che, in teoria, dovrebbe allontanarla dalle aule di tribunale più calde. In pratica, come spesso accade nelle storie che vale la pena raccontare, non funziona così.

Il caso che dà il titolo alla stagione riguarda Elena Palma, vittima di femminicidio. Sul banco degli imputati finisce un rapper accusato dell’omicidio. Un caso apparentemente definito, con un colpevole già individuato — ma la serie, com’è nel suo DNA, non si accontenta della versione ufficiale. Libera Orlando si trova a dover scavare in una storia che ha più strati di quanti ne emergano in superficie, in una città — Trieste — che la produzione usa con intelligenza come sfondo narrativo: una città di confine, con un’identità visiva precisa, lontana dagli scenari romani o milanesi che dominano spesso la fiction italiana.

Il cast: Lunetta Savino e Matteo Martari al centro

Lunetta Savino è, senza dubbio, il cuore pulsante della serie. La sua Libera Orlando non è la classica protagonista eroica senza crepe: è una donna che porta il peso delle decisioni, che sbaglia, che si interroga. Savino porta in scena quella credibilità rara che trasforma un personaggio scritto bene in qualcuno che sembra reale. La promozione a Presidente della Corte Penale non è solo un dettaglio di trama — è un terreno narrativo fertile, perché costringe il personaggio a ridefinire i propri confini tra ruolo istituzionale e impulso personale verso la giustizia.

Al suo fianco torna Matteo Martari nel ruolo di Pietro. Martari è uno degli attori italiani più interessanti della sua generazione, capace di costruire personaggi con una presenza scenica che non ha bisogno di molte parole per imporsi. La dinamica tra i due personaggi — già esplorata nella prima stagione — promette di evolversi ulteriormente in questo nuovo capitolo, con la pressione del caso Elena Palma a fare da catalizzatore.

Trieste come personaggio: la scelta della location non è casuale

Ambientare Libera a Trieste è una scelta che merita attenzione. La città giuliana ha una specificità geografica, architettonica e culturale che la rende immediatamente riconoscibile — e che la fiction italiana ha storicamente sottoutilizzato. Il mare, le strade asburgiche, una certa malinconia nordica che convive con il calore del Mediterraneo: tutto questo entra nell’atmosfera della serie, contribuendo a costruire un tono diverso rispetto alla media della produzione Rai. Non è solo uno sfondo pittoresco: è un contesto che amplifica la sensazione di isolamento e complessità morale che attraversa la storia di Elena Palma.

Gli ascolti della prima puntata: 2 milioni 626 mila spettatori

I numeri parlano chiaro. La prima puntata di Libera – Il caso Elena Palma ha ottenuto il 16,9% di share con 2 milioni 626 mila spettatori, vincendo la propria fascia oraria. Un risultato che, nel panorama televisivo attuale — frammentato tra streaming, seconda serata e multischermi — non è affatto scontato. Significa che il pubblico ha seguito, ha scelto di stare davanti alla televisione in quel momento preciso, e che la prima stagione aveva lasciato un’aspettativa concreta.

Per Rai 1, questi dati confermano che investire in fiction con protagoniste femminili forti, in storie che non semplificano la realtà, paga — in termini di attenzione, non solo di numeri. Il femminicidio di Elena Palma non è trattato come un semplice pretesto thriller: è al centro di una narrazione che chiede al pubblico di stare con la complessità, di non accontentarsi della risposta facile.

Perché seguire questa stagione se non hai visto la prima

Una domanda legittima, per chi si avvicina ora a Libera il caso Elena Palma senza aver visto la stagione precedente. La risposta è che la serie costruisce il caso di questa stagione in modo sufficientemente autonomo da permettere un ingresso diretto — il contesto del personaggio di Libera Orlando emerge naturalmente dalla narrazione, senza richiedere una preparazione enciclopedica. Certo, chi conosce già il personaggio coglie sfumature in più, ma non è un requisito.

Quello che vale la pena cercare, guardando questa stagione, è la qualità dell’interpretazione di Lunetta Savino — un’attrice che in questo ruolo sembra davvero a proprio agio, capace di portare sullo schermo una figura di autorità femminile che non ha bisogno di essere ammorbidita per risultare simpatica. E in un momento in cui il racconto delle donne nella fiction italiana sta finalmente guadagnando profondità, è un motivo in più per sintonizzarsi su Rai 1 la domenica sera.

Il caso Elena Palma è aperto, e la giudice Orlando ha tutto l’interesse — e tutta la determinazione — per arrivare fino in fondo. Il pubblico, a giudicare dai numeri, ha già deciso di seguirla.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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