San Valentino

La festa di San Valentino nacque per volere della chiesa cattolica per porre fine ai riti pagani giudicati poco consoni. I riti pagani erano fatti in onore a dio Lupercus che doveva far risvegliare i campi dall’inverno e tenere lontani i lupi e prevedevano lo spargimento di sangue per le strade della città, il sacrificio di animali e anche che due giovani ragazzi dovessero vivere in intimità per un anno per garantire la fertilità per l’anno successivo. Riti un po’ sui generis in effetti…

Per porre fine a questi riti così promiscui i padri precursori della Chiesa decisero di sostituire il Dio Lupercus con il Santo degli Innamorati. Nel 496 d.C Papa Gelasio proclamò San Valentino il santo degli innamorati, un vescovo martire che era morto circa 200 anni prima.

Il Santo scelto per questa ricorrenza è il vescovo di Roma Valentino di Interamna che celebrò il primo matrimonio in chiesa tra un legionario pagano e una giovane cristiana. L’imperatore Aureliano si infuriò e ordinò le persecuzioni dei cristiani, il vescovo venne imprigionato e morì flagellato. Un’altra leggenda narra però che l’imperatore Claudio II convocò Valentino per obbligarlo ad abbandonare il cristianesimo e a convertirsi nuovamente al paganesimo, lui si rifiutò e addirittura cercò di far convertire l’imperatore che capì il trucco e condannò a morte il vescovo.

Il 24 febbraio del 270 D.C., San Valentino fu lapidato e poi decapitato ma pare che durante le settimane di prigionia Valentino si innamorò della figlia cieca del suo carceriere e che con il suo amore riuscì a regalarle la vista. Prima di andare al patibolo a morire scrisse una lettera alla sua innamorata che concluse con la frase “dal vostro Valentino” epiteto che, anche oggi, è il simbolo del vero amore.