Lanvin PreFall 2016: Lanvin Sportswear celebra il decimo anniversario di Lucas Ossendrijver

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Lanvin Sportswear celebra il decimo anniversario di Lucas Ossendrijver con Lanvin che si caratterizza per la fluidità dei materiali impiegati a cui fa da eco la duttilità dei volumi, tutto il lusso dello sportswear disegnato come un partner dei movimenti.

“Quando inizio a lavorare ad una collezione, penso a tessuti, forme, costruzione, tecnica e poi ai colori” racconta Lucas Ossendrijver, direttore creativo di Lanvin Uomo. “È la forma che determina la funzione, che spesso è multipla poiché l’uomo Lanvin è un nomade urbano, che viaggia tra grandi città e lounge degli aeroporti, il suo look è incredibilmente fluido tra “jogging” e “gran sera”.”

“Volevo rendere meno formale l’abbigliamento ready-to-wear, in particolare i completi. Mi piace mescolare i generi e i codici del mondo sartoriale e del look più casual e sportivo. Mi piace giocare con gli opposti. Credo che renda i capi più accessibili. Per me è un atteggiamento più moderno, meno formale, in linea con il mondo di oggi, è il lifestyle degli uomini dei nostri giorni, giovani e meno giovani”.

Dimostrazione di ciò è evidente nell’iconica giacca, uno dei capi base del guardaroba Lanvin: un capo che Lucas Ossendrijver ripete all’infinito, con polsini e orli a costine e colori accesi a contrasto con tonalità più neutre, apportando un “tocco grafico casual”. Le sue costruzioni senza tasche e senza bottoni creano un look etereo, le camicie sono tagliate come t-shirt, e cerniere e bottoni automatici sdrammatizzano la giacca da città e rivelano una personalità nomade super contemporanea. Ne risulta un look libero dalla tradizione e ridisegnato in modo raffinato, come una linea pura nello spazio.

“Trovo il mondo dello sport di grande ispirazione, ricco di tecniche e tagli interessanti. Amo l’idea del movimento, che è fondamentale nello sport. E anche il comfort, anch’esso strettamente collegato all’universo sportivo naturalmente. Se non riesci a muovere braccia e gambe liberamente, se ti senti quasi imprigionato, non ti puoi allenare e sei limitato nei movimenti. Può essere un ostacolo anche nella vita. Mi piace mixare i generi, in cui i confini si confondono”.

Tutto appare spontaneo e tutto obbedisce a un rigoroso controllo tecnico. “Mi piace l’idea che gli abiti seguano i movimenti del corpo, che siano flessibili e discreti allo stesso tempo”.