Morta Agnese Borsellino, l'annuncio su Facebook: "Ora saprà la verità su Paolo"

Dopo una lunga malattia è morta Agnese Borsellino, vedova del compianto magistrato Paolo Borsellino ucciso dalla mafia. Sulla pagina facebook di Salvatore fratello di Paolo la scritta "Ora saprà la verità".

È morta Agnese Borsellino, vedova di Paolo Borsellino, il magistrato ucciso nel 1992 nella strage di via D'Amelio. Mafia si disse, come per il collega Giovanni Falcone, a causa delle indagini "scomode" che stavano conducendo. E come spesso succede sono poi le donne di casa che pagano certe morti nere, con la sofferenza, il dolore, la sensazione di dover continuare a fare per cambiare le cose.

La famiglia Borsellino è sempre stata vicina all'opera di Paolo e la devota moglie Agnese, ha vissuto la sua vita con la fiducia di una donna che sa quanto di buono possa esserci nel gesto di coraggio del marito e nel suo sacrificio. La malattia di cui era affetta ha fiaccato il corpo ma non lo spirito, tanto da "meritare" l'apertura di una pagina Fb in suo sostegno.

Il fratello di Paolo, dalla sua pagina Fb personale lancia il suo urlo privato di rabbia e dolore secco:

E' morta Agnese. E' andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verità sulla sua morte. Salvatore.

E così si apre ancora una volta quel vaso di Pandora che per paura o per chissà che cosa, viene puntualmente richiuso. Perché di certi fatti scottanti non si deve parlare. E la verità è spesso e volentieri tenuta da parte.

Pinkblog si sente di offrire la propria solidarietà alla famiglia Borsellino, al lutto che l'ha colpita oggi, a quello di ventuno anni fa e alla sofferenza di ogni giorno. I martiri della mafia e quelli della sua collusione con i poteri forti dello Stato a volte restano senza giustizia e la cosa brucia. Nel caso più fortunato riusciamo a conoscere vedove forti e di carattere che mostrano il proprio volto e la propria caparbietà, sostenendo le opere dei propri mariti. Nei casi peggiori tutto tace e il sacrificio diventa una cosa privata.

Addio Agnese. Anche noi vorremmo tanto conoscere la verità sulla morte di Paolo. Così forse la nostra capacità di indignarci potrebbe salvarci dalla cecità in cui siamo. E a tal proposito, si attendono ancora spiegazioni sulla mancata esposizione dello striscione di solidarietà in Piazza S. Pietro lo scorso 28 aprile. Motivi di sicurezza...ma per favore!

Foto | Facebook - Salvatore Borsellino

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