La G non è esclusiva di Gucci: Guess vince la sua battaglia sul marchio

La lettera G non è un'esclusiva di Gucci. Così si è espresso il Tribunale di Milano in merito alle vicende che, da tre anni, coinvolgevano il brand Gucci e l'azienda di abbigliamento americana Guess rea, secondo i vertici della griffe franco-fiorentina, di non avere il diritto ad usare il logo con la G.

Guess vince la causa delle G che, da ormai tre anni, aveva visto scontrarsi in tribunale l'azienda americana fondata dai fratelli Paul e Maurice Marciano e il brand fiorentino Gucci, di proprietà dalla multinazionale francese specializzata nel settore luxury PPR, fondata dall'imprenditore Francois Pinault. Era stata proprio Gucci a trascinare Guess in tribunale accusandola di contraffazione e concorrenza sleale per una supposta eccessiva somiglianza, se non copiatura vera e propria, del logo con la G che contraddistingue entrambi i brand.

Ma, se nella celebre causa della suola rossa Louboutin si è dovuto accontentare di una mezza vittoria contro Yves Saint Laurent, in questo caso a trionfare sarebbe stata Guess, grazie ad una sentenza che è arrivata proprio poche ore fa.

Il tribunale di Milano si è espresso molto chiaramente a proposito della vicenda rigettando le accuse di Gucci ed escludendo che la griffe guidata da Frida Giannini abbia "qualsiasi diritto di esclusiva sul logo". Una vera doccia fredda per il brand fondato nel 1921 a Firenze da Guccio Gucci che, pochi anni fa, aveva riportato una vittoria in una causa analoga svoltasi negli Stati Uniti in cui a Guess era stato richiesto un risarcimento milionario.

Ma questa volta la vittoria è andata a Guess con la negazione dell'esistenza di un monopolio di Gucci sulla G. Non appena diffusasi la notizia, i vertici di Gucci hanno prontamente dichiarato in un comunicato stampa di non essere d'accordo con il verdetto e che ricorreranno in appello "per tutelare la moda made in Italy".

Foto | Styleite.com

Fonte | Corriere.it

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