Beatrice Papetti, la ragazza investita a Gorgonzola: ore contate per il pirata della strada

Secondo gli inquirenti il pirata della strada che ha investito e ucciso Beatrice, la giovane sedicenne di Gorgonzola, avrebbe le ore contate: la polizia cerca un paio di modelli di automobili compatibili con i resti lasciati sulla strada e con il racconto del cugino della vittima.

beatrice

A Gorgonzola, in provincia di Milano, si piange la morte di Beatrice Papetti, la giovane sedicenne investita da un'auto pirata. E mentre il paese ha organizzato una fiaccolata in sua memoria, per ricordarla e stare vicino alla mamma e al papà, il primo ad intervenire alla guida dell'ambulanza chiamata subito dal cugino che era con lei, la polizia è sulle tracce del conducente dell'automobile coinvolta nell'incidente.

Gli agenti sarebbero già sulla pista giusta: grazie al racconto del cugino, accanto a Beatrice nel momento del terribile impatto, alle immagini delle videocamere di sorveglianza delle zone limitrofe al luogo dell'incidente e ai resti lasciati dall'automobile sulla strada, il cerchio si sta stringendo. I carabinieri di Cassano, infatti, continuano le indagini per trovare l'assassino di Beatrice, che non si è nemmeno fermato a prestare soccorso: due diversi modelli di automobile potrebbero essere quelli che gli investigatori cercano, una Citroen Berlingo blu metallizzato immatricolata tra il 1998 e il 2003 e una Peugeot Ranch blu metallizzato immatricolata in quegli anni. L'auto dovrebbe essere danneggiata nello specchietto retrovisore anteriore destro, nel fanalino anteriore destro e nel paraurti anteriore. Chiunque avesse informazioni è pregato di informare immediatamente la polizia o i vigili.

Intanto, Angelo Stucchi, sindaco della città di Gorgonzola, ha già annunciato che quel tratto di strada verrà messo in sicurezza, con la realizzazione, in tempi brevi, di un sottopasso, molto più sicuro:

Mi ritengo responsabile anche di quello che non è stato fatto prima del mio incarico, e dico che così le cose non possono andare avanti. Quando muore una 16enne un’intera città piange, ma dobbiamo anche fare in modo che non possa accadere mai più.

Via | Corriere

Foto | Blogo

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