A Parigi 6mila persone in piazza contro l'espulsione della 15enne kosovara Leonarda Dibrani

I compagni di scuola organizzano una manifestazione contro l'esplulsione di Leonarda Dibrani, la studentessa15enne di origine kosovara che è stata arrestata mentre era in gita scolastica


Qualche giorno fa a Parigi, una ragazzina era in gita insieme ai suoi compagni di classe, ad un tratto la polizia la arresta e la riporta nel suo Paese d’origine insieme alla famiglia, senza dare a nessuno di loro la possibilità di spiegare o di capire le loro ragioni. Questa giovane studentessa kosovara ha dolo 15 anni e si chiama Leonarda Dibrani, viveva a Parigi dal 2009 e da allora è sempre andata a scuola regolarmente. I suoi compagni e tutti gli studenti della capitale francese sono scesi in piazza a manifestare contro la sua espulsione e quella di un altro ragazzo, l’armeno Khatchik Kachatryan, un 19enne del liceo parigino Camille-Jenatzy.

Le leggi ci sono e devono essere applicate, io me ne rendo conto, però c’è da dire che l’umanità dovrebbe essere alla base di tutti i nostri comportamenti, di ogni azione che compiamo e ogni legge che applichiamo. Le leggi sono fatte in periodi storici in cui vanno bene e rispettano la realtà e le esigenze del periodo ma, se è vero che ci sono diritti e doveri che valgono sempre, ci sono altre cose che si evolvono e cambiano, e l’uomo, la società, le leggi e i governi si devono adeguare.

Se delle persone scappano via da posti dove c’è la guerra, se dei genitori rischiano la loro vita e quelle dei loro figli per provare ad avere un futuro, e non un futuro migliore o più ricco, ma semplicemente un futuro, una possibilità di vita. Perché dobbiamo essere così fiscali e intransigenti? Perché dobbiamo trattare così male queste persone? Perché alimentare il razzismo? In questi giorni anche da noi in Italia il governo ha dovuto fare i conti con centinaia di persone morte nelle acque del Mediterraneo, per colpa delle leggi attuali, anche noi siamo stati immigrati, i nostri nonni, i nostri bisnonni erano come queste persone che lasciamo morire in mare, solo che hanno una avuto una chance, un lavoro, una possibilità di riscattarsi. Nessuno viene a rubarci il lavoro.

Fa piacere vedere che i giovani hanno la forza e l’energia per protestare, di indignarsi e di lottare per ciò che ai loro occhi è ingiusto... probabilmente un giorno qualcosa cambierà davvero.

Fonte | corriere

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