Franca Valeri, una vita di amore e comicità fra cinema e teatro

Se si pensa alla comicità verace del cinema italiano di certo i nomi che vengono alla mente sono soprattutto maschili. Eppure di donne con sorriso e ironia tagliente gli esempi non mancano. Uno di questi è Franca Valeri, caratterista, attrice, sceneggiatrice e signora di commedia.

Pochi giorni fa è stata comunicata la notizia delle super ospitate femminili del Festival di Sanremo ed è stato bello apprendere che Franca Valeri, nota caratterista degli anni sessanta, avrebbe preso parte ad una delle serate della kermesse. La Valeri, all'anagrafe Franca Norsa, è una delle attrici e sceneggiatrici più di successo del cinema italiano. La sua vita è stata fra set cinematografici e palcoscenici di teatro, senza perdere occasione di dare sfoggio della sua intelligente ironia anche nei programmi di culto della Rai.

Franca nasce da genitori dell'alta borghesia meneghina a Milano il 31 luglio del 1920. Sua mamma era cattolica mentre il padre ebreo. Per via di questa diversità di credo religiosi, il matrimonio fra i due fu osteggiato dalla famiglia di lui, la quale tuttavia poi acconsentì all'unione. La giovinezza di Franca si divide fra la già grande passione per il teatro di prosa, il liceo e un contesto storico che rende la vita difficile alla sua famiglia.

Il periodo della seconda metà degli anni 30 è infatti permeato da ostilità nei confronti della popolazione ebraica. Già prima dell'emanazione delle leggi razziali del 1938, il governo Mussolini stava tentando in tutti i modi di entrare nelle grazie tedesche. Per tale ragione persino le milizie del fascio stavano subendo una scrematura, con l'allontanamento degli ufficiali ebrei. La borghesia ebraica del Nord Italia poi assistette a una crescente perdita di diritti personali che raggiunse l'acme appunto con le leggi del 38. Cosa che segnò molto la famiglia di Franca.

Franca_Valeri_foto

L'amore sconfinato per il teatro

Quando la Valeri si avvicina al mondo della prosa teatrale lo fa in modo amatoriale: è appena adolescente e organizza spettacolini con le amiche per unico diletto di parenti e conoscenti. Nascono in questo periodo due fra i suoi personaggi più riusciti, la signorina snob e la fantastica Sora Cecioni, di cui potete apprezzare un piccolo sketch guardando il video in apertura post.

Il vero e proprio esordio è del 1947 al Teatro Nuovo di Milano, quando Franca dà volto e voce ad un'opera teatrale di Alessandro Fersen, Lea Lebowitz, in cui interpreta la protagonista, una ragazza ebrea che si innamora di un rabbino. Pochi anni più tardi entra nella compagnia del Teatro dei Gobbi, nata da un'idea di Alberto Bonucci (poi sostituito da Luciano Salce) e Vittorio Caprioli, più il regista Luciano Mondolfo.

Fra la Valeri e Caprioli è amore e i due si sposano nel 1960 nella chiesa di Sant'Agostino a Ventimiglia, pochi anni dopo il ritorno della compagnia teatrale da una fortunata esperienza parigina. Nella capitale francese Franca, Alberto e Vittorio portano in scena il brio e la comicità italica coi loro Carnet de notes, dei siparietti comici e di satira ispirati alla società contemporanea.

E se l'idillio con il marito si interrompe nel 1974, anno in cui la Valeri e Capioli divorziano, di certo non si può dire che l'amore fra l'attrice e il palcoscenico abbia subito la stessa sorte, anzi. Franca non ha mai abbandonato il teatro, nel quale si è rifugiata anche in tempi recentissimi, mettendo in scena la sua bravura al Teatro Valle di Roma nel biennio 2011-2012 con le opere Non è tutto risolto e La vedova Socrate.

Cinema e televisione

È poi del 1950 la prima apparizione cinematografica di Franca, che interpreta la parte di una coreografa ungherese nel film Luci del varietà diretto da Alberto Lattuada e da un giovane Federico Fellini. Negli anni a seguire Franca prenderà parte a una serie di commedie al fianco di Alberto Sordi e di Totò (su il video dove interpreta Giulia Sofia nel film Totò a colori) dove la sua vena ironica troverà la vera consacrazione.

Negli anni sessanta la Valeri diventa poi la beniamina del piccolo schermo, mettendo al servizio della Rai le sue doti di fine caratterista. Dà il suo contributo comico a programmi del calibro di Studio Uno e Sabato Sera, entrambi condotti da Mina. Il vero exploit arriva negli 70, quando la sua bravura di sceneggiatrice partorisce la brillante mini serie Si, vendetta... in cui mette in scena i drammi di una madre borghese che non accetta che la figlia abbracci la filosofia hippy e le teorie sinistreggianti. Irresistibile l'esternazione "pensavo che al massimo potesse diventare un'arrampicatrice sociale..." sottinteso: ma comunista mai.

Sempre degli anni settanta sono poi le sue ultime apparizioni cinematografiche. L'ultima, che non le rende affatto onore, è la partecipazione al film La signora gioca bene a scopa?, una sorta di sexy movie diretto da Giuliano Carnimeo con Edwige Fenech e Carlo Delle Piane. Il cinema in questi anni è una realtà che alla Valeri sta stretta, in quanto viene relegata a ruoli di secondo piano e talvolta, come in questo caso, anche in pellicole dalla trama scadente.

Più a sua misura è invece la televisione, che grazie alla crescente passione dell'Italia per il varietà, diventa un palcoscenico importante dove esibire davvero la sua arte comica. Ma la Valeri trova anche posto in molti sceneggiati del piccolo schermo. Fra quelli più recenti degli anni 90 ricordiamo la sua partecipazione nella sit-com Norma e Felice accanto a Gino Bramieri e poi nella fiction Caro maestro, dove interpreta il ruolo di Elvira Piersanti, bidella della scuola dove insegnano Marco Columbro (il professor Stefano Giusti) ed Elena Sofia Ricci (la preside Elisa Terenzi).

L'ultima apparizione televisiva di Franca Valeri è del 2011, quando viene invitata al format di Fabio Fazio Che tempo che fa per parlare del libro L'educazione delle fanciulle scritto a quattro mani con Luciana Littizzetto. Ironia della sorte, a tre anni di distanza la Valeri apparirà nuovamente al fianco dei due presentatori sanremesi, anche se stavolta coprirà il ruolo di ospite d'onore in una delle cinque serate previste.

La Franca Valeri meno nota


  • Che la Valeri sia una donna dalle mille risorse lo avevamo capito, che amasse ogni forma di arte altrettanto, ma che avrebbe nel 2003 con il rapper Frankie Hi-NRG, proprio era una cosa inattesa. Eppure Franca ha dato voce a prologo ed epilogo dell'album Ero un autarchico. Nell'album possiamo riconoscerla nella prima e nella diciassettesima traccia dove si è "esibita" con due pezzi parlati.

  • Nel marzo 2011 Franca Valeri è stata insignita del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. L'onorificenza le è stata data per i grandi meriti di ironia, intelligenza e bravura recitativa manifestati nel cinema e nel teatro, tutte virtù che hanno contribuito a formare una cultura delle arti sceniche in Italia.

  • Franca Valeri, fra le tante doti teatrali, ha anche un qualcosa in più. È quella che il filosofo Friedrich Schiller avrebbe chiamato "anima bella", ossia un soggetto che agisce verso il buono e verso il giusto per istinto naturale. Lei non ama farsi pubblicità, ma sappiamo che questo istinto in tempi recenti l'ha portata a non farsi "i fatti suoi", scusata dall'età, ma a dare il suo sostegno di donna di spettacolo all'occupazione del Cinema Palazzo di Roma (oggi sala Vittorio Arrigoni). Nel 2011 il quartiere San Lorenzo si mobilitò in blocco per impedire il progetto di disfare il cinema per mettere al suo posto una sala slot-machine. La Valeri ha anche donato la villa dove abita, sita sul Lago di Bracciano, al WWF. Ci piace.

Foto | Facebook - Franca Valeri

  • shares
  • Mail