Laura Comi: "Il Ministro Madia è incinta, forse non doveva accettare l'incarico"

Marianna Madia ha giurato come ministro all’ottavo mese di gravidanza. E riaccende così una questione delicata: c’è compatibilità tra il suo ruolo al Governo e quello di mamma?

Marianna Madia è da poco stata nominata Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione. Un compito importante e molto impegnativo, che mette la Madia in prima fila nel Governo Renzi. È inutile negarlo ma abbiamo notato tutti che questo ministro ha qualcosa di speciale: è incinta. Anzi incintissima, perché il giuramento è avvenuto proprio all’ottavo mese di gravidanza.

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La maternità della ministra ha ovviamente riacceso il dibattito: una donna incinta può lavorare? E soprattutto può riprendere subito dopo il parto? Noi donne facciamo fatica ad accontentarci, vogliamo tutto, forse troppo. Il successo, la realizzazione professionale, la famiglia e i figli. E spesso qualcosa o qualcuno ci rimette. Nessuno dice che una cosa debba escludere l’altra, però ci sono dei tempi. Tempi dettati dal buon senso, e per un ministro dovrebbe essere una virtù fondamentale, e dal fisico.

Le ultime settimane di gestazione sono molto faticose: si accumula stanchezza, si è in debito di sonno e montano tutte le tradizionali ansie tipiche delle neomamme. La situazione non migliora dopo il parto. Inutile negarlo, ma i 5 mesi di maternità sono fondamentali per riprendersi e soprattutto per instaurare una routine serena con il proprio bambino, che fino a prova contraria ha diritto a stare con la sua mamma e, pur permettendoselo, non con la tata.

Ecco quindi che vedere una giovane donna prendersi la responsabilità di un ministero alla vigilia del parto fa riflettere, nel bene e nel male. Da una parte vedere la Madia con il pancione è bellissimo, dall’altra è normale chiedersi che cosa pensi Marianna Madia del congedo di maternità? Che messaggio vuole dare a tutte quelle donne che non hanno la fortuna di sfruttare i 5 mesi per stare con il loro bimbo? E soprattutto quanto pensa di impegnarsi nel suo ruolo al Governo?

Lara Comi, eurodeputata di Forza Italia, intervistata a La Zanzara da Giuseppe Cruciani (come riporta il Corriere) è caduta nella trappola del giornalista, ma ha anche sollevato un argomento di pubblico interesse:

Certo che non era il caso che Marianna Madia facesse il ministro, con una riforma della Pubblica amministrazione da fare ad aprile sarà difficile per lei, visto che è al termine della gravidanza. Cercate di capire. Non voglio la polemica. Non sono ancora mamma ma spero di diventarlo presto. Il punto però non è questo, ma un altro. Io non voglio denigrare la donna. Ma mi chiedo: come mai sul lavoro esistono le sostituzioni per maternità?

Non è la prima volta, che donne famose o importanti scelgono il successo professionale in un momento così delicato della vita. Ricordiamo Michelle Hunziker tornata alla conduzione di Striscia La Notizia pochi giorni dopo aver partorito Sole, alla ministra Carme Chacòn del Governo Zapatero, a Marissa Mayer, Ceo di Yahoo! e al Ministro della Giustizia francese Rachida Dati.

Una donna incinta non è una donna malata, e noi italiani dobbiamo ricordarlo. E’ una donna che può lavorare e che deve essere reintegrata nel suo ruolo dopo il parto. La gravidanza però è una condizione speciale e va protetta. Deve essere un diritto per tutte assentarsi dal lavoro, senza ritrovarsi improvvisamente disoccupate. L’Italia però è il Paese dei paradossi: in un mese ha visto bocciare le quote rosa e al tempo stesso salire al governo un Ministro al termine della gravidanza.

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