Il segreto della felicità è lavorare meno, vangelo secondo Arianna Huffington

La felicità delle donne passa attraverso il lavorare meno. Questo almeno è ciò che sostiene la giornalista e scrittrice Arianna Huffington con il suo ultimo editoriale. E a noi viene un po' di orticaria a leggerlo...

Non so se la reazione di voi lettrici è la medesima di chi vi scrive, ma personalmente buttare un occhio già solo al titolo dell'editoriale di Arianna Huffington per Repubblica, ha avuto come reazione immediata un grande prurito. E diciamo che leggere anche i contenuti de La rivoluzione Huffington "Donne, lavorate meno" ha solo confermato la diagnosi: orticaria, guaribile forse solo con un po' di meditazione zen e tanta tanta pazienza.

Ma facciamo un po' di ordine e anzi riassumiamo in poche parole i concetti dell'articolo. La Huffington, che solo per oggi si è meritata l'appellativo di sensei de noantri, sostiene che la felicità delle donne, così come anche quella degli uomini, non risieda nel successo lavorativo ad alti livelli, visto come deprecabile forma di stress, quanto piuttosto nella vita più soft, dedicata alla famiglia, alla casa (meglio se lontana dalla confusione) e forse anche al decoupage.

Arianna_Huffington_photo

A sostegno della sua tesi la giornalista tira in causa la buona vecchia filosofia platonica, citando la ben nota ai classicisti "Apologia di Socrate". Qui il maestro della maieutica, per descrizione dell'autore (quindi per definizione nessuno saprà mai quanto fedeli al vero Socrate possano essere i dialoghi), parla agli ateniesi dell'importanza del prendersi cura della propria anima (che noi traduciamo bellamente come "oziare").

E la dose viene rincarata dagli studi medici che dimostrerebbero una stretta correlazione fra stress da superlavoro e malattie cardiocircolatorie o diabete di tipo 2. Il tutto chiudendo con dati statistici di fonte autorevole, relativi all'effettivo desiderio femminile di fare una vita lavorativamente meno attiva e più contemplativa (giusto per rimanere in ambito filosofico):

Stando a un’indagine di ForbesWoman, un incredibile 84% delle donne lavoratrici intervistate dichiara che stare a casa a curare i figli è un lusso finanziario a cui aspirano.

Ora, posto che la Huffington è una delle penne più seguite del giornalismo internazionale e che sempre lei può a tutti gli effetti dirsi "donna in carriera", non stride un po' vederla diventare paladina della casalinga di Voghera? Giusto per dirne una, è di ieri la notizia dell'uscita dell'ultima fatica editoriale da lei firmata e noi sappiamo per certo che in America la sua deliziosa persona sta occupando le poltrone dei principali talk show a stelle e strisce per la giusta promozione (a titolo esemplificativo potete vedere il video in apertura).

E allora viene da chiederci tutti in coro se quella punta di snobismo (e tanta saccenteria) non se la poteva proprio evitare. Soprattutto considerando che alla donna italiana media, che di stress ne accumula a palate per far quadrare il cerchio ogni giorno, ogni singola parola scritta potrebbe risuonare più come una provocazione che come un suggerimento per il suo bene.

Anche perché la felicità cui la signora moderna davvero aspira non è vagare nella stanza dei bottoni per mostrare al mondo il proprio potere, quanto piuttosto sbarcare il lunario e far prosperare la propria famiglia. È questo l'unico lusso che in tempi di crisi davvero ci fa gola. Ed è invece il non riuscirci semmai a crearci stress e purtroppo anche a farci ammalare.

Giusto per chiosare, rammenterei volentieri anche che le nostre pensionate, che in teoria vivono una vita lontana da scrivanie e sgomitamenti con i colleghi, sono una fascia debole della nostra società in quanto spesso non ricevono un onorario sufficiente per il loro sostentamento. E dire che di tempo per curare l'anima ne avrebbero tanto, peccato che poi non hanno i soldi per curare un corpo fiaccato da vecchiaia e preoccupazioni.

Alla luce di quanto detto, forse qualcuno ora dovrebbe scendere dal suo piedistallo e chiedere scusa per parole di una superficialità manifesta e forse un po' indigesta. Poi ci mancherebbe, ammettiamo tutti che ad avere solide basi per vivere dignitosamente di rendita ben venga persino l'eremitaggio. Ma dietro all'idea di faticare meno e campare comunque bene non ci pare ci sia nulla di così rivoluzionario, e anzi pare piuttosto l'ennesima scoperta dell'acqua salata, o sbagliamo visione delle cose signora Huffington?

Via | Repubblica

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