Bring back our girls, altre 60 ragazze rapite dal Boko Haram in Nigeria

Sono 60 le donne e le ragazzine rapite nel weekend dal gruppo Boko Haram: il terrore continua a diffondersi in Nigeria.


La situazione è ancora molto complicata in Nigeria. L’esercito del Boko Haram, l’organizzazione jihadiasta fondata da Ustaz Mohammed Yusuf che cerca di stabilire un regime islamico in Nigeria, ha rapito altre 60 ragazze, cui bisogna aggiungere, solo negli ultimi giorni, altri 31 ragazzi nel Nord del Paese. Il numero dei rapiti sta salendo in modo vertiginoso: sono note le giovani studentesse scomparse a Chibook in aprile.

Nigeria donne

Non è tutto, perché tra i rapiti ci sarebbero anche bambini, secondo quanto riferito da funzionari locali. La nuova ondata di donne sequestrate è avvenuta la scorsa settimana, tra giovedì e sabato, nel villaggio di Kummabza, nel distretto di Damboa, stato di Borno, durante un attacco nel quale sono rimasti uccisi diversi abitanti.

In realtà le persone uccise nel weekend sono tantissime: l’aviazione nigeriana è entrata in azione dopo un attacco del gruppo Boko Haram vicino a Chibook e ha ucciso circa 40 uomini. E altre 40 persone sono state arrestate al mercato della città settentrionale di Maroua.

La situazione è davvero drammatica e la notizia del maxi rapimento è stata diffusa da un funzionario del Foverno proprio nel distretto di Damboa, però il Governo centrale di Abuja, però, non ha conferma i fatti:

"Non possiamo confermare neppure ora le notizie circa il rapimento di ragazze nel Borno".

Intanto, il Camerun, preoccupato di quella che sta davvero prendendo la forma di una guerriglia, ha mobilitato più di 2mila uomini nel Nord del paese per contrastare le infiltrazioni dei Boko Haram. Ricordiamo che a seguito del rapimento delle oltre 200 studentesse è nato il movimento di solidarietà “Bring back our girls”, che ha ottenuto numerose manifestazioni di solidarietà tra cui quella di Michelle Obama che si è fatta fotografare con un cartello con lo slogan in mano e Malala Yousafzai, la studentessa pachistana simbolo del diritto all’istruzione delle donne.

Via | Liberation

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