Arguello al Family Day: "Il femminicidio è colpa delle mogli che non amano più il marito"

Dal palco del Family Day romano arrivano parole forti a proposito di femminicidio. A pronunciarle è Kiko Arguello, con una tesi che dà molto da pensare. E i diritti delle donne fanno un ulteriore passo indietro

Kiko Arguello

Le donne soffrono, resistono stoicamente al dolore e talvolta, per ragioni di amore e/o paura, sono disposte anche a perdonare il proprio uomo che usa violenza contro di loro, fisica e verbale, arrivando persino a ucciderle. Oggi questo reato si chiama femminicidio e già solo il fatto che abbia un nome fa ben sperare su una certa giustizia, mettendo con le spalle al muro il compagno-orco di turno.

Passi avanti si, ma quanti ne stiamo facendo indietro a causa della Santa Romana Chiesa e di religioni che praticano il culto di altro Dio, ma sono sempre pronte a puntare il dito contro le donne? L'ultimo esempio ci viene dal Family Day romano di pochi giorni fa, già chiamato da qualcuno "il Festival della paranoia cattolica", dove Kiko Arguello, fondatore dei neocatecumenali, ha sferrato il suo attacco severo e implacabile contro le mogli che non amano più i mariti.

Arguello, con il suo italiano misto spagnolo e una seraficità dialettica quasi imbarazzante, ha sostenuto la sua tesi shock tirando in causa una serie di casi di cronaca nera che ancora fanno discutere. Come la vicenda di Matthias Schepp, il padre svizzero che nel 2011, dopo la separazione dalla moglie, aveva rapito le due figlie e le aveva uccise, suicidandosi poi dopo:

Un marito si nutre dell'amore della moglie, quando la moglie lo abbandona il primo moto è quello di ucciderla perché sperimenta il non essere amato e il non amore è un inferno

Kiko Arguello

Parole ignoranti che ancora una volta mettono la donna nella condizione di passare da vittima a carnefice, stavolta non per il suo desiderio di libertà di vestire come vuole, di lavorare o di uscire con le amiche, ma perché sceglie scientemente (se poi di scelta si può davvero parlare) di non amare più il proprio partner.

Il discorso di Arguello ovviamente non menziona i casi contrari, molto più frequenti, in cui è lui che molla moglie e famiglia per andare con la collega di scrivania disinibita o con la ragazza più giovane, pronta a fargli rivivere i suoi vent'anni. Di certo è un inferno in terra anche questo, che porta rabbia e frustrazione, ma evidentemente non a sufficienza per rientrare nelle "grazie" del consultore del Pontificio Consiglio per i Laici.

Di femminicidio ormai parlano tutti, spesso riempiendosi la bocca di paternali e giudizi rozzi che danneggiano quel barlume di civiltà della società moderna, non solo le donne. Ci scuseranno i fan di Kiko Arguello, ma le sue parole le mettiamo nella lista delle chiacchiere da parrucchiere, non tanto per argomento quanto per affidabilità di giudizio.

Succede giustappunto quando non si usa l'obiettività prima di parlare, ma teoremi precostruiti. Bella figura che ha fatto questo Family Day agli occhi del mondo, complimenti.

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