Dopo la gravidanza il mobbing sul lavoro aumenta del 30 percento

Le donne che lavorano fanno sempre molto fatica ad affermarsi, ma quando arrivano i figli le italiane sono costrette a lasciare il lavoro.

Essere donna è davvero molto complicato. Sembra che per una mera questione di genere le signore non abbiano diritto a realizzarsi in tutti i campi, proprio come gli uomini. Fare un figlio, per esempio, ancora nel 2015, significa rinunciare al lavoro o alla carriera. Secondo l’Osservatorio nazionale mobbing, negli ultimi cinque anni i casi di mobbing post gravidanza sono aumentati del 30 per cento.

Una situazione davvero tremenda considerato che negli ultimi due anni 800mila donne sono state costrette a dimettersi, 350 mila sono state discriminate per la propria maternità o per aver chiesto adeguamenti dell'orario di lavoro al fine di conciliare la professione con la famiglia. E non è tutto, circa il 40 percento sono state costrette a dare le dimissioni subito dopo il parto.

Dove succede tutto questo? Ovviamente nella nostra bella e “civile” Italia. In testa, non ci sono le piccole cittadine del Sud, ma Milano, che indossa la maglia nera delle città che meno supportano le neo mamme. È desolante pensare che la Capitale economica del Paese sia ancora, almeno su questo tema, così retrograda. Il lavoro femminile è sempre più importante, nel modo. In Italia, il tasso di occupazione “rosa” non cresce: è stabile al 46,7 per cento, peggio di noi solo Malta.

Via | Repubblica

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