Divorzio, il tradimento platonico vale come quello reale

Il tradimento è tradimento, che sia platonico oppure no. Non lo diciamo noi, ma una nuova sentenza della cassazione.

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Il divorzio non è mai uno step sereno nella vita di una coppia, eppure ci sono situazioni in cui separarsi definitivamente sembra l’unica arma a disposizione per ritrovare la felicità. Tra i motivi principali che conducono davanti al giudice, c’è tradimento. Sembrerebbe che anche il tradimento platonico possa causare l’addebito.

Questo è quanto emerge da una sentenza della Corte di Cassazione chiamata a giudicare il caso di una moglie scoperta a intrattenere una relazione extraconiugale virtuale priva di contatto fisico.

"La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole. Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio".

Questo quello che si legge (si fa riferimento all’articolo 143 del codice civile in cui si parla del dovere alla fedeltà reciproca, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione). Purtroppo le relazioni virtuali, quelle che spesso rendono un po’ più interessante il rapporto reale, tra chat, messaggi e social sono all’ordine del giorno. Dovremmo iniziare a pensarci: che cosa significa realmente tradimento?

Via | Forexinfo

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