Chi è Tonya Harding, la storia della tormentata pattinatrice che ha diviso l'America

La storia di Tonya Harding, la controversa pattinatrice americana radiata dopo l'incidente dell'eterna rivale prima delle Olimpiadi.


Esce oggi nelle sale cinematografiche italiane il film Tonya, ispirato alla controversa vita della pattinatrice sul ghiaccio Tonya Harding, una ragazza di grande talento ma che ha dovuto vivere la sua vita sempre in salita. L’attrice che interpreta Tonya è la meravigliosa, Margot Robbie che abbiamo già visto in film come The Wolf of Wall Street (era la bellissima moglie di Leonardo Di Caprio), in Suit francese, Suicide Squad e tanti altri. Margot ha imparato a pattinare, si è imbruttita, si è allenata ed è anche la produttrice di questa pellicola intensa e molto cruda.

La storia di Tonya Harding in America è seconda solo alle vicende di O.J. Simpson, forse da noi in Italia si conosce poco, ma negli States lei è stata odiata e assediata dalla stampa. Vittima di una madre ambiziosa e anaffettiva e di un marito violento, possessivo e geloso, Tonya Harding è riuscita, nonostante tutto, a diventare una campionessa del pattinaggio. Il successo di questa eroina tormentata è durato poco perché qualche settimana prima delle Olimpiadi invernali di Lillehammer del 1994, Nancy Kerrigan, l’avversaria di Tonya e astro nascente del pattinaggio, venne aggredita da uno sconosciuto con un manganello durante i Campionati nazionali a Detroit.

Tonya Harding venne accusata dall’FBI di aver fatto fuori l'eterna rivale e poi bandita dal pattinaggio per sempre. Alla fine si scoprì che il mandante del pestaggio non era Tonya ma suo marito, che era ossessionato e fuori di testa. Il film ci mostra una Tonya reale e autentica: capelli frisé, trucco pesante, lineamenti da bulla e un po’ volgari, tutto il contrario di come, da sempre, appaiono le pattinatrici. I suoi costumi non erano abbastanza belli, le sue musiche non adeguate ed i giudici non l’avevano in simpatia, fino a quando nel 1991 diventa la prima donna americana a fare un triplo axel durante una gara.

Nel film Tonya appare per quella che è: vittima e carnefice, trascinata in un tunnel dalle brutture della sua vita, quelle cose che quando ci cresci, le respiri e le assorbi ogni giorno, tutti i giorni, ti restano dentro e ti condizionano. Il film non da risposte, ci mostra i fatti, ci fa conoscere Tonya in tutte le sue contraddizioni e debolezze.

Dopo quella brutta storia Tonya è riuscita a farsi una vita, ha un nuovo marito, delle figlie e fa l’arredatrice di interni, nel film ha voluto che si dicesse di lei che è una buona madre, che forse è il più grande riscatto possibile.


Foto Getty Images e People

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