Poesie di Alda Merini: Piccoli canti

All'esame di Maturità 2018 anche la bellissima poesia "Piccoli canti" di Alda Merini

Alda Merini Piccoli canti

Alda Merini è una poetessa italiana e contemporanea che chiunque ami la poesia e la letteratura conosce bene, un’anima fragile e tormentata, una mente lucida e una vita trascorsa entrando e uscendo dai manicomi. Eppure Alda Merini, nonostante tutte le brutture che i suoi occhi hanno visto, ci ha consegnato poesie meravigliose in cui è facile riconoscersi, poesie che ci fanno capire di non essere soli in certi sentimenti, poesie che raccontano le spaccature dell’animo umano, quelle crepe provocate da noi , dal destino, dalla vita che accade inesorabile.

Questa mattina il Miur ha consegnato le cartelle con la prima prova dell'esame di Maturità 2018 e una delle tracce della tipologia B, cioè il saggio breve o l’articolo di giornale, è quella di tipo artistico-letterario che quest’anno aveva come tema la solitudine nell'arte e nella letteratura. Tra i testi e le opere citate da analizzare c’è anche la poesia Piccoli canti di Alda Merini tratta dalla raccolta “La presenza di Orfeo”, pubblicata nel 1953. L’opera è la prima pubblicazione di Alda Merini e risale a quando l’autrice aveva appena 22 anni: è incredibile come già qui si riconoscano i tormenti e l’essenza della poetessa che tutti conosciamo.

Piccoli canti di Alda Merini

S’anche ti lascerò per breve tempo,
solitudine mia, se mi trascina
l’amore, tornerò, stanne pur certa;
i sentimenti cedono, tu resti.

Piccoli canti di Alda Merini è un’opera composta da soli quattro versi e che è conosciuta anche con il titolo “La Solitudine”. In questa poesia l’autrice parla alla sua solitudine e con un tono dolce amaro le dice che anche se sembrerà allontanarsi da lei, sarà solo per un breve tempo, perché l’amore distrae e allontana ma è alla propria che sempre si ritorna. La Merini è consapevole che i sentimenti verso gli altri sono fragili e che, alla fine, si torna sempre a se stessi, alle proprie solitudini. A volte ciò accade, a volte no, ma anche se si ha l’amore, una persona accanto, questo non ci libera dalle nostre solitudini. Alda Merini è consapevole del fortissimo legame che ha con la sua solitudine e probabilmente sa già che è più forte di ogni altro legame e relazione potrà mai esserci con qualcun altro.

Può sembrare una poesia triste ma, in fondo, è solo una poesia lucida che mette brutalmente a fuoco i sentimenti, possiamo allontanarci un po’ da ciò che siamo, dalle nostre solitudini appunto, che potremmo ampliare anche a tormenti e fragilità a consapevolezza e personalità, ma si ritorna sempre a casa, nel bene e nel male. E questo Alda Merini lo aveva capito molto presto.

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