È morta Rita Borsellino, addio alla sorella di Paolo Borsellino che ha dedicato la sua vita alla ricerca della verità e della giustizia

È morta Rita Borsellino, la sorella del giudice antimafia Paolo Borsellino, si è spenta il giorno di ferragosto a 73 anni dopo una lunga malattia.

morta Rita Borsellino

È morta Rita Borsellino, la sorella del giudice antimafia Paolo Borsellino ucciso nella strage di via D'Amelio il 19 luglio 1992, si è spenta ieri a soli 73 anni dopo una lunga malattia. Una vita dedicata alla lotta alle ingiustizie e alla mafia, un impegno costante che dopo la morte del fratello l’ha portata in tutta Italia per combattere contro la mafia, con le parole ma soprattutto i fatti. Rita Borsellino è volata in cielo ieri pomeriggio all'ospedale Civico di Palermo dove era ricoverata in terapia intensiva, era malata da tempo ma negli ultimi mesi le condizioni di salute erano peggiorate gravemente. Rita Borsellino ha seguito in cielo il marito, Renato Fiore, deceduto lo scorso febbraio.

La forza di Rita Borsellino sono sempre state la verità, il buon esempio, l’impegno concreto per migliorare le cose e quel forte senso di giustizia che non l’ha mai fatta arrendere e che, fino all’ultimo, ha tenuto viva in lei la voglia di costruire e lasciare qualcosa di importante dietro di lei e dietro al fratello. Per 10 anni è stata la vicepresidente di Libera, l'associazione antimafia fondata da don Luigi Ciotti, poi nel 2006 si candida per il centrosinistra, dopo aver vinto le primarie, perde contro Salvatore Cuffaroche viene rieletto come presidente della Regione siciliana, dove ottenne comunque oltre il 41% dei consensi. Nel 2009 viene eletta europarlamentare nelle liste del Pd. Nel 2012 si candida alle primarie per sindaco di Palermo ma viene sconfitta da Fabrizio Ferrandelli. Lo scorso 19 luglio, quando era già malatissima, in occasione del 26esimo anniversario della strage di via D'Amelio, spiegò che il modo migliore per portare avanti gli ideali di giustizia del fratello era l'impegno quotidiano di ognuno per ottenere la verità.

La camera ardente è stata allestita all'interno di un bene confiscato alla mafia e assegnato dal Comune al Centro studi Paolo Borsellino, a Palermo. I funerali saranno celebrati domani, 17 agosto, nella Chiesa "Madonna della Provvidenza-Don Orione" di via Ammiraglio Rizzo, a Palermo. I figli di Rita Borsellino - Claudio, Cecilia e Marta –hanno spiegato che per offrire sostegno e vicinanza a loro e alla madre, basta fare una piccola donazione per sostenere i progetti del Centro studi Paolo Borsellino, associazione che Rita ha fondato e della quale è stata presidente sino alla fine, in modo da poterla mantenerla viva e attiva anche in sua memoria. Chi vuole può fare la donazione direttamente alla Camera ardente o tramite bonifico bancario: iban IT57O0501804600000000152801 (causale: In memoria di Rita Borsellino).

La figlia Marta ha dichiarato:

"Mamma ha sempre dato tutto, non si è mai risparmiata né tirata indietro. Viveva in simbiosi con tutti. E così, anche consegnare un ricordo di lei, è difficile perché in mente ne affiorano tanti. Il suo insegnamento più grande che ci ha consegnato è quello di essere veri e coerenti a qualsiasi costo. Non ha mai smesso di cercare la verità, diceva non mi interessa chi è stato, ma voglio sapere perché. La ricerca della verità penso sia utile non solo a noi ma a tutta la comunità nazionale”

Marta, figlia di Rita Borsellino

Maria Falcone, la sorella del magistrato Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci, ha dichiarato:

"Con Rita Borsellino scompare una figura di grande umanità e una vera combattente per l'affermazione dei valori della legalità e della democrazia. Reagì al grande dolore per la drammatica perdita del fratello Paolo con la determinazione di far continuare a vivere le idee per cui lui aveva lottato fino alla morte. Oltre all'impegno nelle istituzioni, è stata testimone, in particolare con i più giovani, dell'importanza della memoria nella costruzione di un futuro libero dalle mafie. La ricorderemo sempre con gratitudine e affetto".

Maria Falcone

L’associazione Libera ha dichiarato:

"Ciao Rita è stato bello camminare insieme, grazie per la tua gentilezza, per il tuo coraggio, per la tua voglia di combattere. Ci mancherai molto. Ci mancheranno le tue parole, la tua passione, il tuo impegno civile e politico e la tua sete di vita. E, ricordandoti, cercheremo di essere anche noi, un po' più vivi".

Associazione Libera

L’ex presidente del Senato Pietro Grasso, storico giudice del maxi processo a Cosa Nostra, ha aggiunto:

“Era una donna straordinaria con una forza eccezionale, una tenacia e una passione fuori dal comune in una donna all'apparenza fragile che riusciva a infondere a tutti una grande serenità. Per noi è stato un punto di riferimento. Che possa abbracciare Paolo, Agnese, Giovanni e Francesca e dire loro che noi continueremo a ricercare la verità e la giustizia, noi non ci fermeremo".

Pietro Grasso, ex presidente del Senato

Il prefetto di Palermo Antonella De Miro ha dichiarato:

"Era una donna schiva, una donna semplice e timida, che si è trasformata in una militante dell'antimafia vera. Dell'antimafia che significa ricordo, testimonianza dei valori per cui è morto suo fratello. Per quei valori lei si è trasformata in una paladina per ricordare ai giovani quanto sono importanti questi valori per i quali bisogna fare tutti una scelta coraggiosa nella quotidianità. Una scelta coerente negli anni. Vale per tutti, per le istituzioni e i giovani che saranno i nostri testimoni nel futuro. A questa donna va il nostro grazie, la nostra riconoscenza perché lei non ha mai smesso di lottare, nemmeno in questi mesi di malattia. E' andata via serena per aver combattuto la giusta battaglia".

Prefetto di Palermo, Antonella De Miro
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